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Tentano di introdurre droga e smartphone in carcere a Biella

La denuncia da parte del sindacato Cisl.

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Dramma nel carcere di Biella: detenuto 23enne si toglie la vita in cella

Tentano di introdurre droga e smartphone in carcere a Biella.

Un’operazione lampo, condotta con straordinario acume operativo e intuito investigativo, ha impedito nel pomeriggio di ieri l’ingresso di sostanze illecite e tecnologia avanzata all’interno della Casa Circondariale di Biella. Intorno alle ore 16:00, il personale della Polizia Penitenziaria impiegato nel servizio di vigilanza esterna dell’istituto biellese, sotto il coordinamento del Preposto al servizio, è riuscito a intercettare e bloccare un involucro destinato alla popolazione detenuta.

All’interno del pacco recuperato lungo la cinta muraria sono stati rinvenuti un quantitativo di presunta sostanza stupefacente e tre smartphone di ultima generazione con schermo pieghevole, completi dei relativi caricabatterie. Dispositivi compatti, estremamente costosi e difficili da rilevare con i normali controlli, pensati per consentire comunicazioni non autorizzate con l’esterno.

A rendere nota la notizia e a tracciare un quadro severo della situazione è Daniele Squillace, Segretario Generale della FNS CISL Piemonte Orientale, che in una nota ufficiale esprime il proprio plauso all’operato degli agenti, sollevando al contempo criticità strutturali non più rinviabili.

Professionalità contro l’emergenza: il plauso della FNS CISL

«Solo grazie all’operazione portata a termine dagli operatori di Polizia Penitenziaria addetti alla vigilanza esterna della Casa Circondariale di Biella, e grazie alla loro altissima professionalità, quel tentativo di introduzione non è andato oltre, fermandosi all’intercinta dell’Istituto», dichiara Daniele Squillace.

Il Segretario Generale sottolinea come il brillante risultato sia il frutto diretto di un’azione di intelligence interna e di un presidio attento del territorio perimetrale, capace di neutralizzare una minaccia che avrebbe potuto compromettere la sicurezza e l’ordine all’interno della struttura.

Per tale ragione, la Segreteria Generale della FNS CISL Piemonte Orientale ha già avanzato una richiesta formale ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria: «Chiediamo sin da ora, e con forza, che tutto il personale addetto alla Vigilanza esterna che ha partecipato all’operazione, unitamente al Preposto che ha coordinato gli interventi durante il turno, siano proposti per il riconoscimento delle formali ricompense previste dalle normative vigenti. Un atto dovuto per chi, quotidianamente, garantisce lo Stato in condizioni di estrema difficoltà».

Tecnologie criminali avanzate e strumenti di difesa obsoleti

L’episodio di Biella non rappresenta un caso isolato, ma svela una tendenza sempre più allarmante che riguarda l’intero sistema penitenziario italiano: l’evoluzione delle tecniche di aggressione dall’esterno.

«Ancora una volta ci troviamo a dover constatare la tragica situazione in cui versano le nostre strutture penitenziarie», incalza Squillace. «I tentativi di introduzione di materiale proibito diventano sempre più accurati, pianificati e forti delle tecnologie più innovative disponibili sul mercato, come micro-cellulari ripiegabili e sistemi di sorvolo o lancio sofisticati».

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