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Svolta sul “bonus mamme”
Successo per la battaglia portata avanti dall’avvocato Giovanni Rinaldi con Anief per far disapplicare la legge che escludeva le madri precarie

Svolta sul “bonus mamme”. Ancora un grande risultato per l’avvocato Giovanni Rinaldi, che “disinnesca” di fatto la forma utilizzata fino ad ora. Aprendo inoltre la strada anche all’accesso delle madri precarie.
Mentre monta il dibattito tra Governo e giudici dopo la disapplicazione dei provvedimenti e la successiva remissione in Corte di Giustizia della questione Paesi Sicuri, un’altra legge viene “neutralizzata”. E questo grazie al successo della battaglia portata avanti proprio dal legale biellese.
Svolta sul “bonus mamme”
La Legge di Bilancio 2024 aveva previsto un “bonus mamme”, un esonero della contribuzione previdenziale fino a 3mila euro annui. Beneficio destinato alle lavoratrici madri con almeno tre figli purché assunte a tempo indeterminato. Copriva i periodi di paga dal 1º gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 fino al compimento del 18esimo anno del figlio più giovane. In via sperimentale, l’esonero era stato esteso alle madri di due figli, sempre con contratto a tempo indeterminato. Limitatamente al periodo dal 1º gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 e fino al compimento del decimo anno del figlio minore.
La norma aveva però escluso le madri precarie, sollevando critiche e una battaglia da parte degli avvocati dell’Anief (Giovanni Rinaldi, Fabio Ganci, Walter Miceli e Nicola Zampieri). Da subito hanno sostenuto che l’esclusione violasse la clausola 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato e degli articoli 20 e 21 della CDFUE. Norma che andava pertanto disapplicata per includere anche le lavoratrici con contratti non stabili e, a maggior ragione, bisognose di più supporto.
Passo avanti
Ora è stato fatto un primo passo in avanti. E’ arrivata nei giorni scorsi la prima vittoria, contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Una sentenza del Tribunale di Lodi ha aperto nuove prospettive per le madri che vivono una condizione lavorativa instabile riconoscendone il medesimo diritto. L’azione legale è stata guidata dall’Anief, Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori. Tra i protagonisti, come detto, anche l’avvocato biellese Giovanni Rinaldi. Dopo averlo preannunciato, ha ottenuto la prima sentenza in Italia che disapplica la legge di Bilancio dello Stato che esclude le mamme prive di contratto indeterminato.
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