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Suicidi: tra sedie e barriere

Le parole di Filippo Regis

Suicidi: tra sedie e barriere. Il consigliere comunale del Pd , Filippo Regis, interviene nello spinoso dibattito che si è acceso in questi giorni in merito all’installazione di 50 sedie sul ponte della tangenziale

I suicidi, l’arte, le barriere

Ho sempre avuto delle difficolta’ a comprendere l’arte moderna.
E’ un mio limite, sicuramente, del quale spesso mi vergogno sentendomi un po’ come Alberto Sordi ne “Le vacanze intelligenti” La mia onesta’ intellettuale, pero’, ha fatto si’ che non mi sforzassi mai di fingere di apprezzare, a tutti i costi,  cio’ che non riesco a comprendere con quell’atteggiamento tipico del  “palato fine”, da  radical-chic,  rischiando magari figure barbine come coloro che hanno scambiato per un’installazione (disquisendone animatamente) un paio di occhiali lasciati per scherzo da un simpatico diciassettenne americano al MoMa di San Francisco.

Non possedendo, quindi, ne’ le conoscenze ne’ , tantomeno, le competenze necessarie non posso elaborare un giudizio critico soffermandomi a uno squisitamente di merito.

Il tema dei suicidi segna, purtroppo, il nostro territorio attraverso un primato negativo.

Chi ha dovuto, suo malgrado, misurarsi con un parente o un amico che ha deciso di optare per una risoluzione cosi’ drastica, irreversibile, sbrigativa (codarda secondo alcuni) ai propri problemi sa perfettamente che la questione non si puo’ ricondurre alla semplice contrapposizione fra   “barriere si'” e  “barriere no” su un ponte per quanto, ad oggi, questa sembri rappresentare l’ unico argomento di discussione.
Egli sa perfettamente che se non sara’ un salto nel vuoto oggi, sara’ una corda su una trave domani: il “male di vivere” non conosce deterrenti.
E” un nemico subdolo e  spesso silenzioso  che si nasconde nei sorrisi di circostanza e che cova in un amore finito, in una economia precaria,in una brutta malattia, nello scherno dei bulli: non esistono “reti” utili se non quelle umane che si saldano solamente attraverso una Societa’ fatta di soggetti meno egoisti e maggiormente attenti.

L’arte e’ apprezzabile…sempre…, anche quando non si hanno gli strumenti per comprenderla appieno e non si puo’ che applaudire l’iniziativa di un giovane  che vuole, attraverso la sua di arte, esprimere un concetto; ma quando il tema e’ cosi’ delicato da dividere i pensieri, quando c’e’ di mezzo la vita stessa degli individui , il rischio di passare per chi strumentalizza le coscienze al fine di rincorrere una facile popolarita’ e’ ,obiettivamente, dietro l’angolo.

Lo stesso rischio che ha spinto chi scrive, insieme a tutto il gruppo consigliare del PD, ad abbandonare l’aula per non discutere la mozione che aveva, per oggetto, le barriere sul ponte della tangenziale: un “tecnicismo” dal punto di vista politico ma che rivendico con orgoglio  perche’ non covo , in me, la presunzione che la carica elettiva che ricopro mi abbia reso improvvisamente capace  di avere una soluzione per tutto, di essere il detentore della ragione assoluta; un’umile consapevolezza che dovrebbe avere chiunque sieda in aula consigliare con il compito di amministrare la cosa Pubblica.

Come puo’ un avvocato, un commercialista, un libero proifessionista, un’impegato, un commerciante, decidere nel lasso di tempo di pochi minuti cosa fare per arginare il fenomeno e se sia giusto impegnare soldi pubblici (tanti) per un qualcosa che rischia di rivelarsi inutile?
Occorre chiedere il parere di esperti (quelli veri) che sappiano fornirci  le informazioni e gli strumenti necessari  ad elaborare una serena e realmente costruttiva azione amministrativa lontani da ogni faziosita’ di simboli.
Ogni altro comportamento rappresenta pura strumentalizzazione politica… uno show a favore di telecamera fine a se’ stesso che, fatto su un tema del genere, assume solo i connotati piu’ biechi.

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