AttualitàBiella
Stranieri al lavoro, fanno bene all’economia. Ma a Biella sono pochi
Ecco il punto sul nostro territorio
Stranieri al lavoro, fanno bene all’economia. Ma a Biella sono pochi.
Stranieri al lavoro, fanno bene all’economia. Ma a Biella sono pochi
Il contributo dei cittadini stranieri all’economia italiana vale quasi un decimo del Pil nazionale e garantisce alle casse dello Stato un saldo positivo di un miliardo di euro. È quanto emerge dal Rapporto 2026 sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, presentato al Cnel, che mette in luce il peso della componente straniera nel mercato del lavoro e nel sistema produttivo del Paese. Uno scenario che trova riscontro anche nel Biellese, dove i cittadini stranieri residenti sono 11.528 al 1º gennaio 2025, pari al 6,8% della popolazione: la quota più bassa del Piemonte. Sono invece 12.388 i contribuenti nati all’estero, con un reddito medio dichiarato di 17.600 euro e un’Irpef media di 3.110 euro. Sul fronte imprenditoriale, gli imprenditori immigrati sono 1.570, il 6,9% del totale provinciale. Tra il 2015 e il 2025 sono aumentati appena del 4%, a fronte di una crescita regionale del 31,9% e di una diminuzione del 16% degli imprenditori nati in Italia.
I punti chiave del rapporto
Il peso sul PIL
La forza lavoro di origine immigrata (2,6 milioni di occupati, pari al 10,7% del totale) genera un Valore Aggiunto di 197 miliardi di euro, pari al 9,7% della ricchezza nazionale. Il contributo supera la media in settori nevralgici come Agricoltura (21,3%), Edilizia (18,4%) e Ristorazione (14,4%).
Bilancio in attivo per lo Stato
Gli oltre 5 milioni di contribuenti nati all’estero hanno dichiarato quasi 88 miliardi di redditi, versando 12,6 miliardi di Irpef. Il saldo tra entrate (gettito fiscale e contributivo) e uscite (spesa pubblica per sanità, istruzione, welfare, giustizia e accoglienza) della popolazione straniera residente restituisce un saldo netto positivo di +1,0 miliardi di euro (45 miliardi di entrate contro 44 miliardi di spesa).
Imprese in crescita
L’imprenditoria migrante non conosce crisi. Sono quasi 796 mila gli imprenditori nati all’estero (10,8% del totale). Nel decennio 2015-2025 sono cresciuti del 21,3%, a fronte di un calo del -5,2% degli imprenditori nati in Italia. A trainare il settore sono le comunità cinese e romena.
L’inverno demografico e il fabbisogno di manodopera
L’Italia, che registra un saldo naturale negativo dal 2007, è tra i Paesi con il calo demografico più intenso al mondo. La popolazione straniera o con background migratorio mitiga questa dinamica grazie a un’età media inferiore e a una maggiore natalità. Questo invecchiamento demografico si traduce in una fame di lavoratori: secondo le stime Unioncamere-Excelsior, nel quinquennio 2025-2029 l’Italia avrà bisogno
di circa 3,7 milioni di occupati, in buona parte per sostituire i pensionamenti.
Le ombre: segregazione occupazionale
Nonostante i dati macroeconomici positivi, il Rapporto evidenzia il persistere di profonde criticità: l’occupazione straniera in Italia appare ancora fortemente polarizzata e “segregata” in professioni non qualificate e settori labour- intensive, con un marcato divario a sfavore della componente femminile.
Immagine di repertorio
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

