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Spostamento del mercato, adesso si pensa al referendum
Mai utilizzato nel comune di Biella, lo strumento del referendum consultivo potrebbe dare voce direttamente ai cittadini
Spostamento del mercato, adesso si pensa al referendum.
Spostamento del mercato, adesso si pensa al referendum
Continua ad essere altissima l’attenzione sullo spostamento del mercato da piazza Falcone al centro cittadino. Un progetto che, fin dalla sua presentazione, ha acceso confronti, polemiche e prese di posizione e che ora potrebbe addirittura arrivare alle urne. L’ultima novità è, infatti, l’ipotesi di un referendum consultivo, uno strumento mai utilizzato nel comune di Biella, che consentirebbe ai cittadini di esprimersi direttamente su una scelta destinata a cambiare il volto della città.
L’idea nasce in seno all’opposizione ed è ancora in una fase embrionale ma sta già raccogliendo interesse. A confermarlo è Sara Novaretti, consigliera comunale di Biella C’è. «È una possibilità sulla quale stiamo riflettendo. Il trasferimento del mercato è un tema molto sentito e la percezione diffusa è che sia un’operazione inutile, se non addirittura dannosa».
Diversi i motivi. «Le persone sono affezionate a piazza Falcone perché è una collocazione funzionale e comoda – prosegue Novaretti -. L’avversione al trasloco delle bancarelle non nasce da una chiusura al cambiamento, ma da motivazioni concrete: la carenza di parcheggi in centro, il rischio di congestionare ulteriormente il traffico e, sicuramente non ultimo, anche l’abbattimento dei ciliegi previsto nell’area, che indigna i cittadini. Non mancano poi le critiche anche all’investimento per la ripavimentazione dei giardini Zumaglini. Le priorità della città sono altre. Noi proponiamo di reinvestire l’avanzo di bilancio nella funicolare, fiore all’occhiello che oggi manca ai biellesi, ma più in generale tanti cittadini non comprendono la scelta di destinare così tante risorse a questi lavori, quando ogni giorno sono costretti a convivere con buche, degrado e disagi diffusi. È questo il sentimento che raccogliamo sul territorio».
Da qui l’idea, recentissima, di coinvolgere direttamente la popolazione. «Per quanto riguarda il referendum non abbiamo ancora scelto come muoverci ma valuteremo la procedura dal punto di vista tecnico. Si tratta comunque di uno strumento democratico, assolutamente fattibile, mai utilizzato a Biella città, dedicato a un tema che tocca da vicino tutti quanti. E dal momento che non esiste un reale confronto tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale, riteniamo che potrebbe essere un modo per far emergere ciò che i cittadini pensano davvero».
Ma come funzionerebbe un eventuale referendum consultivo? Il primo passo sarebbe la formulazione di un quesito chiaro, al quale gli elettori dovrebbero rispondere semplicemente con un “Sì” o con un “No”. Successivamente il testo dovrebbe essere esaminato da un’apposita commissione competente.
In caso di via libera, scatterebbe la raccolta delle firme: i promotori dovrebbero ottenere il sostegno di almeno il 3% degli iscritti alle liste elettorali comunali (pari a una stima di un migliaio di sottoscrizioni), dimostrando così l’esistenza di un reale interesse pubblico.
Perché il risultato sia valido, però, non basterebbe la vittoria del “Sì” o del “No”. Alle urne dovrebbe recarsi almeno il 40% degli aventi diritto al voto, soglia prevista per rendere efficace la consultazione.
Al voto sarebbero ammessi anche i cittadini stranieri residenti e coloro che, pur non essendo residenti, vivono in città per motivi di lavoro o di studio da almeno tre anni.
Per il momento si tratta soltanto di un’ipotesi ma il solo fatto che si parli di referendum testimonia quanto il futuro del mercato cittadino sia diventato uno dei temi politici più sentiti a Biella, destinato a far discutere ancora a lungo.
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Maria Grazia
20 Luglio 2026 at 12:35
Sono più che favorevole al referendum penso che dovrebbe coinvolgere tutta la provincia, perché tutti i paesi del circondario gravitano sul mercato cittadino. Inoltre ritengo mostruosa la proposta di abbattimento degli alberi, e se già non fosse in atto, propongo una petizione in merito
Bb68
20 Luglio 2026 at 20:21
è un iniziativa giusta ma devono poter votare anche i paesi limitrofi che fanno acquisti al mercato