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Siamo pronti a dare il peggio

Rubrica LBCP: Le lamentele sono l’ultimo made in Biella che ci è rimasto

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BIELLA – Andiamo verso la zona bianca e anche Biella intravede la luce in fondo al tunnel. Cosa significa questo? Che finalmente potremmo tornare a una sorta di normalità e piano piano riprenderanno le consuete abitudini fatte di noia e fastidio.

Quanto ci mancano i nostri momenti, lamentarci per la musica troppo alta, le auto in doppia fila davanti ai giardini e le buche nelle strade. Biella ha bisogno di tutto questo, abbiamo necessità di tornare ad essere selvatici per non perdere la nostra identità di città inospitale.
Le manifestazioni si apprestano a tornare, portando una ventata di normalità quasi dimenticata. Reload in primis ha già annunciato un paio di super big e siamo sicuri che a breve arriverà l’immancabile polemica legata a fondi e sponsorizzazioni, vi prego non deludeteci. Confidiamo che anche le altre manifestazioni prendano esempio e, con le dovute precauzioni, si possano rivedere i vari mercatini, kermesse, sagre e chi più ne ha più ne metta.

Il Giro d’Italia ha fatto da apripista e l’esperienza è stata più che positiva, una bella accoglienza che quasi non sembravamo noi. La Burcina è in crisi ma confidiamo in un rapido ripristino, la funivia, tasto dolente alla luce anche dei tragici eventi recenti, resta un’incognita, il Piazzo si prepara a un’estate ricca e speriamo proficua, grazie anche ai nuovi divieti di circolazione imposti che, dovrebbero garantire uno spazio adeguato per chi cerca un po’ di svago, senza doversi preoccupare di schivare provetti piloti o impavidi residenti che pretendono di parcheggiare in salotto.

Insomma i presupposti per una buona e sana estate lamentosa ci sono tutti e confidiamo che sia davvero così, perché ne abbiamo bisogno, sia di vivere che di lamentarci.
Vogliamo svegliarci dal torpore prima che la noia prenda il sopravvento perché quanto è difficile parlare del nulla anche se il nulla in fin dei conti non è malaccio, se non fosse che di solito è solo il preludio a qualcosa di brutto ma ora non pensiamoci, valuteremo a tempo debito che in fondo siamo a Biella e non c’è coprifuoco o zona rossa che possa impedirci di dire la nostra anche se non ne sappiamo nulla.
Avanti così, zona bianca ti aspettiamo, non ci deludere, noi siamo pronti a dare il peggio che è l’ultimo made in Biella che ci è rimasto.

 

La Biella che piaceVa

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