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«Siamo perplessi e amareggiati, chiediamo solo giustizia»

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BIELLA – Perplesse e amareggiate. Così si definiscono le famiglie che stanno aspettando di conoscere la decisione del giudice in merito alle oltre 500 querele presentate in seguito allo scandalo del tempio crematorio.
La loro posizione è stata riassunta in un lungo comunicato stampa firmato “I Parenti delle Vittime del Tempio Crematorio di Biella” che, di seguito, riportiamo integralmente.

Il comunicato

L’udienza che si è tenuta questa mattina (venerdì 15 gennaio, ndr) sulla base della nostra maxi denuncia penale nei confronti dei Ravetti, e perciò della non archiviazione del caso, ci ha lasciato perplessi e amareggiati. Quattordici studi legali all’unisono hanno richiesto di respingere la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero sulle nostre denunce, evidenziando verità, testimonianze e fatti, che nel processo madre hanno portato alla condanna dei fratelli Ravetti.
Noi parenti delle vittime del Tempio Crematorio di Biella non chiediamo altro che venga, ancora una volta, riportata giustizia con un processo penale. Qui si tratta di dare risposta a quelle centinaia di persone, circa 600, che hanno presentato denuncia e che attendono da mesi che si chiariscano le responsabilità attraverso un processo bis.
Riteniamo che la posizione del Pubblico Ministero, che ha proposto ed insiste per l’archiviazione, sia per noi incomprensibile ed inaccettabile.
Stiamo parlando di reati commessi continuativamente per mesi, forse anni, per ammissione dei testimoni e degli stessi Ravetti. Parliamo di più di 5000 nostri Cari cremati, da poco dopo l’inizio della gestione Ravetti del Tempio, in modo anomalo, scorretto, approssimativo e senza alcuna etica morale e professionale.
Sono già state accertate gravi responsabilità, ma noi crediamo che sulla base delle indagini, dei video e delle confessioni, le famiglie coinvolte da tali pratiche scorrette siano molte di più, e che ci siano tutti gli elementi per giustificare un approfondimento tramite un altro procedimento penale.
In più non possiamo tollerare ed assolutamente accettare nessun tipo di allusione mossa nei nostri confronti riguardante eventuali risarcimenti. Ciò che chiediamo è esclusivamente di giungere alla verità, sapere se ci sono ulteriori responsabilità per aver perpetrato crimini inaccettabili per anni sui resti dei nostri familiari e contro la pietà dei nostri Cari, ed in tal caso che quei soggetti siano condannati in sede penale e civile. Nessuno deve rimanere senza risposta e nel dubbio eterno su quanto accaduto.

Molte Famiglie hanno accettato di far ispezionare le urne dei propri Cari, ed in tutte si è accertato che all’interno vi erano elementi eterogenei ed anomali rispetto ad una normale cremazione. Perchè non si ritiene di far luce su tale aspetto? Come Famiglie ora siamo in attesa del pronunciamento del Giudice, confidando che la giustizia faccia il suo corso per dare serenità alle famiglie e pace ai nostri Cari.

I Parenti delle Vittime del Tempio Crematorio di Biella

Nell’ immagine di repertorio alcuni dei familiari coinvolti nella triste vicenda del tempio crematorio di biella

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