CronacaValle Elvo
Addio a Enrico Gremmo, storico ex cantoniere colto da malore in Vespa
Il 59enne trovato senza vita venerdì a bordo strada insieme alla sua Vespa. Dellarovere: «Rico c’era sempre, per chiunque»
Lo hanno cercato nei posti che frequentava da sempre. E proprio in uno di quei luoghi, immerso nella campagna di regione Castellazzo, il fratello e alcuni vicini hanno trovato senza vita Enrico Gremmo, 59 anni, il “Rico” per tutti gli abitanti di Occhieppo Superiore. Accanto a lui, la sua inseparabile Vespa.
Enrico Gremmo è morto a 59 anni. Fatale un malore
L’allarme è scattato quando si sono accorti che la sera prima non era rincasato. Così hanno iniziato a cercarlo e purtroppo quando lo hanno trovato non c’era più niente da fare. Sul posto sono intervenuti il 118 e i carabinieri, ma il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso, avvenuto per cause naturali. Molto probabilmente un malore gli è stato fatale.
Gremmo era stato per molti anni cantoniere del paese.
La comunità gli dirà addio oggi alle 10 nella chiesa di Santo Stefano, a Occhieppo Superiore.
Il ricordo di Dellarovere: “Per decenni ‘il Rico’ è stato un punto di riferimento assoluto”
«Se n’è andato in silenzio, da solo, proprio vicino a quel cascinotto dove passava le sue ore migliori ad accudire gli animali da cortile e a dedicarsi alla terra – lo ricorda Guido Dellarovere -. Una fine coerente con la sua intera esistenza: discreta, laboriosa e lontana dai riflettori. Per decenni il Rico è stato il punto di riferimento assoluto del Comune. Non esisteva una mansione che non sapesse svolgere: autista, muratore, fabbro, falegname, uomo delle necessità. Qualsiasi cosa servisse all’amministrazione, lui c’era sempre. Ma la sua dedizione andava ben oltre il dovere professionale. Una volta fuori dall’orario di lavoro, Enrico restava a completa disposizione dei cittadini. Chiunque avesse bisogno di un aiuto, di una riparazione o di una mano forte sapeva di poter contare su di lui, a qualsiasi ora del giorno o della notte. Senza che pretendesse mai nulla in cambio, senza mai volere alcun ritorno economico. La sua era una generosità pura, disinteressata e mossa solo dal bene comune».
“Uomo dal cuore immenso e dalla disponibilità infinita”
«In sessant’anni di vita in questo paese – aggiunge -, non ho mai trovato una figura dotata di un’umiltà, di un senso dell’amicizia e di una fedeltà così uniche e rare. Era una persona solitaria: non aveva una famiglia propria, se non il fratello e l’adorata mamma, mancata solo pochi mesi fa. Era quasi impossibile vederlo nei bar o alle manifestazioni goliardiche e ludiche. Il suo unico hobby era il lavoro, la cura del suo terreno o il sostegno alle aziende agricole locali che avevano bisogno di manovalanza. Era un uomo dal cuore immenso e dalla disponibilità infinita, di sani principi, che considerava il Comune il suo unico e vero datore di lavoro, operando sempre con una parsimonia encomiabile. Non amava esporsi o criticare la politica. Quando scelse di interrompere il rapporto con il Comune, lo fece per una scelta personale, legata a valori e principi che non avrebbe mai accettato di barattare, preferendo fare un passo indietro piuttosto che compiere azioni di cui non fosse intimamente convinto».
«Ci mancherai Enrico – conclude -. Ci mancherà la tua totale disponibilità, il tuo sorriso timido e la tua capacità di risolvere ogni piccolo problema del nostro paese. Buon viaggio, amico mio. Spero che nei campi elisi tu possa riabbracciare il tuo papà e la tua mamma, a cui eri legatissimo. Anche se te ne sei andato troppo in fretta, ricordati che Occhieppo ti sarà sempre grata per tutto quello che le hai dato. A Dio Rico».
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