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Scioperi, ancora pieni gli scaffali biellesi
Ma potrebbero arrivare rincari sul costo delle varie merci
Scioperi, ancora pieni gli scaffali biellesi. I primi ritardi nella consegna dell’ortofrutta hanno raggiunto Milano, sul finire della scorsa settimana. Le altre province del Nord che hanno iniziato ad avvertirne la carenza sono Bologna, Verona, Venezia e Bergamo.
Lo sciopero degli autotrasportatori ha comportato lo svuotamento degli scaffali nelle regioni del Mezzogiorno. A mancare, tra i primi, frutta e verdura, latte, carne e, in alcuni casi, anche pasta e acqua. E la corsa alle scorte ha peggiorato la situazione.
Fermi dai primi di ottobre lungo le autostrade, gli autotrasportatori hanno protestato contro il caro carburante, chiedendo al governo crediti di imposta sul gasolio.
Proprio venerdì il Governo Meloni ha approvato lo stanziamento di 175 milioni proprio per autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
Scioperi, ancora pieni gli scaffali biellesi
Biella, nei suoi supermercati, non ha risentito direttamente del blocco. Nova Coop al 21 ottobre annuncia a livello nazionale: «Nella nostra rete di punti vendita, la situazione degli approvvigionamenti delle merci (in particolare uva, clementine, limoni e alcuni ortaggi) è potenzialmente critica, ma non drammatica». Tuttavia rassicura sul Nord Italia: «Fino a oggi l’accaduto non ha fatto registrare impatti ulteriori al Centro o al Nord». E continua a monitorare, impegnandosi a non rifornirsi dall’estero.
Oltre i supermercati, nel territorio biellese sono diversi i punti vendita di ortofrutta e prodotti freschi provenienti dal Sud Italia, in particolare dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Puglia. Se da un lato i produttori non sono toccati direttamente dalla questione, dall’altra esprimono, anche loro, una certa preoccupazione.
Testimone del blocco Bruno Siciliano, produttore e venditore di prodotti tipici calabresi, uno dei punti di riferimento per gran parte della comunità antonimimese a Biella. «Non ho risentito particolarmente dello sciopero, a livello di rifornimento. Ma nei giorni scorsi ho assistito allo sciopero, rimanendo bloccato a Caserta per 4 ore. Arrivato in Calabria, la strada era più libera». Da produttore, racconta di non aver subito problemi nel rifornimento, che invece potrebbe riscontrare La Dolceria. «L’unica carenza potrebbe essere la ricotta: in mancanza d’altro, dovremmo rifornirci nel Biellese. Ma al momento nessun problema».
Preoccupazione crescente
Nel frattempo, la preoccupazione dei consumatori locali cresce. «Anche se lo sciopero non ci colpisce e i prodotti non mancano, ci riguarda eccome. Con l’aumento del carburante, l’unica soluzione potrebbe essere quella di elevare i prezzi», ritiene Celeste Maggio.
«La questione colpisce tutti, anche Biella – afferma Antonella Politi -. Non possiamo pensare che ciò che accade solo in una zona non abbia ripercussioni sull’economia dell’intero Paese».
Anche chi ha vissuto i disagi del blocco in prima persona, dagli scaffali vuoti alle file per la benzina, si esprime. «Dicono che i presidi si siano sciolti, ma in realtà alcuni sono rimasti, perché i finanziamenti del governo erano semplicemente quelli che gli autotrasportatori aspettavano da mesi. Rimarranno fermi fino al 27 ottobre, poi si muoveranno in direzione Roma. Quindi vivremo ancora alcuni giorni di scarsi approvvigionamenti, che potrebbero causare carenze anche a Biella. Sempre che il governo non faccia qualcosa di concreto per aiutare chi è sceso in strada da un mese».
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