AttualitàValle Elvo
Ricostruzione del ponte sull’Oremo, arriva l’ostacolo Soprintendenza
La burocrazia allunga i tempi di realizzazione dell’opera
Ricostruzione del ponte sull’Oremo, arriva l’ostacolo Soprintendenza. La burocrazia allunga i tempi per la realizzazione dell’opera sul torrente, lungo la provinciale che collega Biella a Pollone.
Il progetto, che prevedeva la demolizione della vecchia struttura per costruirne una nuova sullo stesso tracciato, è stato di fatto bloccato dalla pronuncia della Soprintendenza. «Si mantenga ciò che è rimasto in piedi».
Ricostruzione del ponte sull’Oremo, arriva l’ostacolo Soprintendenza
Il viadotto era stato gravemente danneggiato dall’alluvione di aprile. Quando una voragine aveva inghiottito parte della carreggiata costringendo alla chiusura della strada e alla successiva realizzazione di un bypass provvisorio.
Ora il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, fa il punto della situazione. «Avevamo indicato ottobre e novembre come periodo conclusivo delle operazioni amministrative, così da procedere con la costruzione del nuovo ponte – spiega -. Nei giorni scorsi abbiamo concluso l’ultima conferenza dei servizi, con il sopralluogo della Soprintendenza. Tutte le amministrazioni coinvolte hanno dato l’ok. La Soprintendenza non ha espresso un parere contrario in senso stretto. Ma ha chiesto che nella valutazione progettuale fosse mantenuta l’arcata del ponte sopravvissuta ai danni dell’alluvione».
Una richiesta che, di fatto, ostacola il piano originario. Ma come si può procedere? Tra le ipotesi da scartare quella di spostare il ponte a monte. «Questo comporterebbe la modifica del progetto e il raddoppio dei costi. Vista la necessità di prevedere tracciati che oggi non esistono a livello cartografico – prosegue Ramella Pralungo -. E significherebbe anche allungare i tempi in modo indefinito».
Le ipotesi
Nemmeno l’idea di realizzare un ponte più a sud sarebbe praticabile. «Creerebbe un nuovo problema, perché si lascerebbe a monte un ponte danneggiato e se ne costruirebbe uno nuovo a valle. In caso di una nuova piena, il vecchio ponte potrebbe travolgere quello nuovo senza contare gli edifici».
Infine, da escludere anche la possibilità di “restaurare” il pilone esistente. «Salvaguardarlo all’interno del nuovo ponte comporterebbe problematiche dal punto di vista idraulico – aggiunge Ramella Pralungo -. La Regione Piemonte ha dato infatti parere contrario al mantenimento del pilone in alveo».
E quindi? «La conferenza dei servizi si è chiusa senza un parere unanime – aggiunge Ramella Pralungo -. E al momento ci sono tre strade da percorrere, che ho chiesto agli uffici di avviare in parallelo».
La prima. «Richiedere all’Ispettorato regionale della Soprintendenza l’autorizzazione ad abbattere il pilone» così da modificare la decisione precedente. La seconda. «Chiudere il verbale con pareri non concordi e trasmettere gli atti alla Presidenza del Consiglio dei ministri» che in questi casi può decidere quale soluzione debba prevalere.
E se anche queste due vie non dovessero funzionare, resterebbe l’ultima. «Apportare una modifica al progetto e costruire un nuovo ponte che sovrasti quello attuale – conclude Ramella Pralungo -. I costi rimarrebbero all’incirca quelli previsti. Se dovessero fallire le prime due strade, si procederà con la terza. Non ho intenzione di aspettare. La Valle Elvo non può permettersi di attendere tempi indefiniti per riavere la strada».
LEGGI ANCHE: Aperto da oggi il ponte bypass provvisorio sul torrente Oremo – FOTO
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Ettore
17 Novembre 2025 at 7:58
La Soprignoranza.
Hugebart
17 Novembre 2025 at 23:09
le soprintendenze sono palle al piede da eliminare.
cito un esempio fuori regione di anni fa: il fotovoltaico in una azienda agricola non si poteva installare sulle falde a sud (quelle rivolte al sole) per motivi estetici in quanto si perdeva il colore rosso dei coppi del cascinale, ma si concedeva di installarlo sullo spiovente a nord (!!!!!) perché almeno così l’impianto non si vedeva dalla strada provinciale.
Si può ragionare con l’ignoranza più ottusa immaginabile?
steap63
17 Novembre 2025 at 8:00
E i costi lievitano…..i progettisti sono gli unici che ci guadagnano tanto paga pantalone…. ma pagano questi della sovrintendenza? Veramente non c’è limite all’assurdita’ di certe normative e decisioni.
Ettore
17 Novembre 2025 at 8:30
CI MANCAVA IL PARERE DI EMERITI PARASSITI
.Bruno
17 Novembre 2025 at 13:48
costruite un ponte tibetano attira turismo