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Quaresima, Capodanno cinese e Ramadan… lo stesso giorno

Anche nel Biellese comunità diverse unite da una “coincidenza lunare” che non accadeva da oltre un secolo

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Un allineamento rarissimo tra tre calendari, lunare, solare e lunisolare, ha dato vita a una concomitanza di celebrazioni di diverse tradizioni che non si registrava dal 1863 e che non tornerà prima del 2189. Tra martedì 17 e mercoledì 18 febbraio, nell’arco di 24 ore, si sono riconosciuti nell’effervescenza collettiva della festa più comunità, che han dato il la, nel giro di un giorno, al Capodanno cinese, al Ramadan e alla Quaresima, festeggiati dalle varie comunità biellesi.

Il motivo è da ricercarsi nella Luna, satellite grazie al quale, sin dall’antichità, agricoltori e pastori della zona siriaco-palestinese e dell’antica Cina, dove si sono radicate le tre tradizioni, scandivano il tempo. Da questo orologio universale nascono i calendari lunari, seguiti ancora oggi da molte culture.

Dopo il saluto al Carnevale, i cattolici hanno dato il benvenuto, il Mercoledì delle Ceneri, alla Quaresima, che inizia 46 giorni prima della Pasqua, cioè la prima domenica dopo la prima luna piena successiva all’equinozio. Nello stesso tempo in altre case biellesi si festeggiava il nuovo anno, o si celebrava il Corano.

Il Capodanno lunare cinese

Il Capodanno cinese è la festa tradizionale più importante in Cina e in molte comunità asiatiche nel mondo. È celebrato anche dalla comunità cinese di Biella, gemellata, per il legame industriale, con la città di Weihai. L’inizio del nuovo anno segue il calendario lunisolare cinese: non ha una data fissa, ma cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio, nel giorno della seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Martedì 17 febbraio è iniziato l’anno del Cavallo di fuoco, una potente combinazione che non si verificava dal 1966, quando – secondo la tradizione – le nascite calarono per le caratteristiche troppo forti dell’animale.

Il cuoco Marco: “Il Capodanno cinese è caratterizzato da diverse usanze e ogni giorno si mangia un piatto specifico”

Le ricorrenze del Capodanno riprese anche a Biella le racconta Marco, cuoco che ha vissuto sei anni a Pechino, dove ha messo su famiglia prima di tornare in Italia: «I festeggiamenti iniziano la sera prima, aspettando la mezzanotte. Ci sono diverse usanze: la mattina del primo giorno non si lavano i vestiti; poi si bruciano finti soldi in onore di chi non c’è più. Ogni giorno si mangia un piatto specifico. Non c’è l’idea del regalo in sé, ma uno scambio tra parenti di buste rosse con denaro».

In Cina non mancano, invece, i fuochi d’artificio per allontanare gli spiriti maligni, la danza del drago e del leone e le grandi riunioni di famiglia. «Nella cultura cinese il troppo non è mai positivo. Il rosso è il colore dominante, simbolo di fortuna e prosperità, ma quest’anno la presenza del Cavallo, animale dalla simbologia forte, ne ha reso facoltativo l’uso». Il Capodanno è un momento per onorare gli antenati e augurare prosperità e fortuna, iniziando l’anno con energia positiva; i festeggiamenti si concludono con la Festa delle Lanterne, quindici giorni dopo l’inizio delle celebrazioni.

Il Ramadan

La cultura islamica ha iniziato il nono mese del calendario lunare, il Ramadan, periodo in cui i fedeli musulmani si dedicano al digiuno, alla preghiera e alla carità. Il digiuno, l’aspetto più noto, è prescritto dall’alba al tramonto per gli adulti sani; sono esentati bambini, anziani e malati. Questa pratica permette di sperimentare la fame dei bisognosi, da cui nasce il senso di carità. La religione travalica i confini nazionali attraverso la preghiera, rivolta verso la Mecca: milioni di credenti, da prospettive diverse, si uniscono in un unica direzione. L’ ‘Id al-Fitr, la fine del Ramadan, conclude il mese rinsaldando l’unione della comunità.

Farsane: “Nel mese del Ramadan ospitiamo i bisognosi e le famiglie portano cibo per la comunità”

Ne parla Sadik Farsane, dell’Associazione culturale islamica di Biella, con sede alla Moschea di Chiavazza, che ogni anno durante il Ramadan accoglie circa 2500 persone e unisce provenienze da 26 Paesi islamici. «L’associazione, in linea con il pilastro della carità, si impegna a fare del bene, soprattutto in questo periodo. Stiamo ampliando gli spazi per consentire l’accesso a più fedeli e creare un luogo per l’insegnamento dell’arabo ai giovani. Portiamo avanti diverse iniziative: pasti in carcere, avvicinamento dei bambini al Corano, attività sportive per le giovani donne, sostegno educativo per i figli».

È durante il Ramadan che si comprende pienamente il significato della carità: «In questo mese ospitiamo i bisognosi e nel fine settimana anche le famiglie portano cibo per la comunità. Sentendo la fame degli altri, ci rendiamo conto di essere fortunati. La comunità si rafforza: durante la preghiera occupiamo tutti gli spazi disponibili». Il digiuno non spaventa: «Se c’è fede e impegno, la forza si trova dentro di sé».

Alessia Fazzari

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