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“Proprietari di cani troppo incivili… Via Italia e il centro puzzano come una latrina”
Lo sfogo di un lettore: «L’altro giorno ho trovato feci non raccolte perfino in un dehors… Ma il problema vero è che nessuno gira con l’acqua per la pipì. Una situazione del genere l’ho vista solo a Biella»
Insieme al grande caldo a Biella è riesplosa un’altra annosa questione: l’inciviltà di alcuni proprietari di cani che non si preoccupano troppo delle deiezioni dei loro amici a quattro zampe, in particolare in via Italia e più in generale in centro. Un malcostume che a livello “olfattivo” diventa ancora più problematico proprio d’estate.
L’ennesima segnalazione sullo scarso senso civico di alcuni cittadini è arrivata nei giorni scorsi da Lorenzo, un lettore di origini meridionali che da anni vive a Biella e che punta i riflettori sul comportamento di alcuni proprietari di cani partendo proprio, con ironia, da alcuni stereotipi.
«Ancora oggi – racconta – c’è chi pensa che al Sud ci sia meno attenzione alla pulizia e al rispetto degli spazi pubblici. Eppure, per quanto riguarda i cani, io una situazione come quella che vedo qui l’ho trovata soltanto a Biella».
“Troppa gente porta a spasso il cane in via Italia e in centro senza preoccuparsi delle deiezioni”
La sua non è una critica alla presenza degli animali in città, tutt’altro. «È normalissimo che i cani facciano i loro bisogni durante la passeggiata. Succede ovunque – premette -. Il problema è il comportamento di alcuni proprietari: basta avere con sé il sacchetto, raccogliere le deiezioni e gettarle in un cestino. È una semplice regola di buona educazione».
Lo sfogo di Lorenzo nasce da un’esperienza recente. Racconta infatti di aver visto degli escrementi lasciati perfino nel dehors di un bar, un episodio che denota ben poco rispetto per gli altri e rappresenta un palese segnale di scarsa attenzione verso gli spazi condivisi.
D’estate odore di pipì insopportabile in certe vie. “Eppure basterebbe portarsi una bottiglietta d’acqua dietro, come si fa in altre città”
Ma è soprattutto un altro aspetto a preoccuparlo: «Paradossalmente, la questione degli escrementi è quasi secondaria perché riguarda un’esigua minoranza – continua -. Il vero problema è la pipì. Basta passeggiare in via Italia e lungo le vie limitrofe, soprattutto nelle giornate estive, per rendersi conto che a volte quasi non ci si può camminare a causa dell’odore intenso e pungente…».
Secondo Lorenzo un’abitudine semplice potrebbe migliorare sensibilmente la situazione: «In altre città italiane è normale vedere i proprietari dei cani uscire con una bottiglietta contenente acqua e una piccola quantità di sapone, soprattutto nei centri storici. Dopo che il cane ha urinato, si versa un po’ di liquido sul punto interessato e il problema è risolto. In questo modo, infatti, si attenuano gli odori e si evita che muri, portoni e vetrine dei negozi e dei palazzi rimangano impregnati. Un piccolo sforzo per i proprietari di cani, un grande passo per l’umanità. È anche una forma di rispetto nei confronti di negozianti e residenti».
A Biella, osserva, questa pratica è ancora poco diffusa. «Non vedo quasi mai qualcuno farlo, e invece è un gesto semplice che farebbe la differenza».
Da qui la proposta: «Oltre a richiamare i proprietari al senso civico, il Comune potrebbe promuovere una campagna di sensibilizzazione, magari installando cartelli informativi nelle aree più frequentate e ricordando alcune buone pratiche, come la raccolta delle deiezioni e il risciacquo delle superfici dopo la pipì dei cani».
Di fatto, oltretutto, è una buona pratica richiesta anche dai regolamenti comunali. E chi non si adegua rischia sanzioni.
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