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Progetto “Fille”, stop della Provincia: il Biellese in difesa della sua acqua

Inviato alla società un preavviso di diniego per il permesso di ricerca di acque minerali

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Progetto “Fille”, stop della Provincia: il Biellese in difesa della sua acqua. Arriva il primo “no” per la ricerca e la captazione di acque minerali nella Valle Elvo.

La Provincia ha individuato carenze sostanziali nella documentazione presentata dalla società proponente. Nei giorni scorsi ha così comunicato i motivi ostativi al rilascio del permesso di ricerca. La società potrà presentare le proprie osservazioni nei termini previsti dalla legge (10 giorni).

Progetto “Fille”, stop della Provincia

Non si tratta di una vera e propria vittoria. Ma l’Unione montana valle Elvo e il comune di Netro accolgono con soddisfazione la comunicazione di preavviso di diniego della Provincia di Biella «Si tratta di un primo importante risultato – si legge in un comunicato stampa inviato dall’Unione montana -. Che conferma la fondatezza delle criticità tecniche evidenziate nei nostri pareri contrari. La Provincia ha infatti individuato numerose carenze sostanziali nella documentazione presentata dalla società proponente. Comunicando i motivi ostativi al rilascio del permesso di ricerca».

«Dall’inizio – spiegano la presidente dell’Unione montana, Monica Mosca, e la sindaca di Netro, Laura Gorni – abbiamo scelto di affrontare questa vicenda con responsabilità istituzionale. Attraverso atti formali, con approfondimenti tecnici e valutazioni puntuali anche di professionisti esterni. L’istruttoria provinciale recepisce molte delle criticità che abbiamo evidenziato. Riconoscendo la necessità di una conoscenza molto più approfondita del territorio e della risorsa idrica prima di qualsiasi decisione che possa incidere su un patrimonio così prezioso.

Il procedimento non è ancora concluso. Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni fase dell’iter amministrativo. Mantenendo la convinzione che la tutela della risorsa idrica debba fondarsi su conoscenza, prudenza e responsabilità nei confronti delle comunità locali e delle generazioni future. I pareri contrari espressi dai due Enti sono anche il risultato di un confronto costante con le associazioni del territorio e i cittadini, avviato dalle prime fasi del procedimento e sviluppato in un clima di ascolto e trasparenza».
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