AttualitàBasso Biellese
Progetto di un mega parco agrivoltaico tra Cavaglià e Carisio
Coprirà 117 ettari, investimento di 29 milioni di euro. La società proponente è israeliana
Progetto di un mega parco agrivoltaico. E’ stato depositato in Provincia per la richiesta di compatibilità ambientale. Coinvolgerebbe territori dei comuni di Cavaglià, Carisio, Formigliana e Santhià.
Grande è anche l’ordine dell’investimento, pari a 29 milioni di euro. L’opera consiste nella realizzazione di un impianto agrivoltaico avanzato. Costituito dall’integrazione tra un impianto di produzione di energia elettrica e la pratica agricola su una porzione di territorio a cavallo dei diversi comuni. L’impianto copre una superficie di 117 ettari complessivi, dei quali 84,43 recintati.
Progetto di un mega parco agrivoltaico tra Cavaglià e Carisio
La società proponente è la Econergy Solar Park srl di Milano con sede centrale in Israele. Si tratta di un gruppo particolarmente attivo e importante a livello internazionale, con progetti anche in Inghilterra, Romania, Polonia, Spagna e Grecia.
«La tecnologia impiantistica – si legge nella relazione della società – prevede l’installazione di moduli fotovoltaici bifacciali. Che saranno installati su strutture mobili (tracker) di tipo mono-assiale mediante palo infisso nel terreno. Le strutture saranno posizionate in maniera da conferire in modo funzionale un carattere agrivoltaico all’impianto. I terreni non occupati dalle strutture dell’impianto continueranno ad essere adibiti ad uso agricolo. Ed è previsto un avvicendamento colturale di seminativi foraggere e orticole».
Le polemiche
Viste le dimensioni dell’insediamento è scontato che il progetto sia destinato a suscitare dibattito. Il primo che è si mosso è Daniele Gamba, storico ambientalista del circolo Tavo Burat – Pro Natura.
«Econergy si muove in Europa in partnership con l’israeliano Phoenix Group e la francese Rivage Investment. Le due società israeliane beneficiano paradossalmente del boom al rialzo dei titoli che caratterizza la borsa di Tel Aviv dal 7 ottobre, da quando è in corso il genocidio palestinese. E, di fatto, queste risorse sono in certa misura insanguinate, frutto della guerra. E’ altrettanto possibile presentare osservazioni per ragioni etiche e umanitarie, stigmatizzando tale insanguinato investimento. E’ sufficiente indirizzarsi a questo indirizzo email: presidenza@provincia.biella.it».
Essendo su territori di due distinte province, anche la Provincia di Vercelli è chiamata ad esprimere il proprio parere.
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Marta
17 Novembre 2025 at 7:55
E ti pareva che non arrivava il disagio mentale dei “tavo burat”. Attendiamo anche quello dei sostenitori di hamas, visto che l’azienda è israeliana. Prendo i pop corn.