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«Pannoloni, ritardi e disagi, ma non a Biella»
In diverse zone del Piemonte si segnalano svariate problematiche
«Pannoloni, ritardi e disagi, ma non a Biella». In diverse zone del Piemonte tornano a moltiplicarsi le segnalazioni di ritardi e mancate consegne. Però nel Biellese la distribuzione domiciliare a chi ne ha necessità sta avvenendo senza particolari criticità. E a dirlo non è la stessa azienda sanitaria di casa nostra, ma un’esponente dell’opposizione.
«Pannoloni, ritardi e disagi, ma non a Biella»
«Per quanto riguarda l’Asl di Biella, nei mesi scorsi la ditta che si occupa delle consegne era sempre in ritardo – conferma Monica Canalis, consigliera regionale Pd -. Ad oggi, invece, c’è in generale una buona puntualità. I disservizi sono proprio a macchia di leopardo: alcune aziende sanitarie vanno bene e altre no».
Diversa la situazione nell’area sud del Piemonte. «Ci risiamo. Dopo i tre mesi di interruzione nella primavera 2024, dopo la crisi generalizzata di inizio 2026, in alcune Asl piemontesi si è di nuovo interrotta la fornitura dei pannoloni. E degli altri dispositivi di assorbenza per le persone non autosufficienti – spiega Canalis -. Le segnalazioni arrivano soprattutto dall’Asl TO3 e dalle Asl di Alessandria e di Asti. E non riguardano gli acquisti, ma la consegna a domicilio da parte dell’aggiudicatario dell’appalto regionale.
L’acquisto centralizzato dei dispositivi da parte della Regione e la consegna da parte delle Asl dovrebbe garantire risparmi e prezzi migliori. E facilitare l’organizzazione delle famiglie e dei gestori delle Rsa, ma questo sistema in Piemonte non funziona ormai da anni. La gara per i pannoloni è stata bandita da Scr e assegnata ad un unico aggiudicatario per l’intera Regione. Che ha un contratto diretto con l’Asl di Asti, azienda capofila per la fornitura, la pianificazione delle consegne e il riassortimento del magazzino».
Provvedere in autonomia
«Molte famiglie da settimane di nuovo non ricevono i pannoloni e devono provvedere in autonomia, con un grave carico economico e organizzativo. Anche nelle Rsa le cose non vanno meglio, visto che molte strutture stanno chiedendo alle famiglie soldi extra per comprare i pannoloni. Come è possibile che l’assessorato regionale alla sanità non riesca a risolvere una volta per tutte i problemi legati al contratto di distribuzione?».
E prosegue. «Il sempre vigoroso assessore Riboldi affronti di petto la situazione, che a questo punto non è imputabile ai suoi predecessori. Soprattutto, non è ammissibile che la giunta Cirio si disinteressi così tanto della non autosufficienza. Non solo non garantisce la consegna puntuale dei pannoloni. Ma continua a lasciare più di 23mila persone non autosufficienti in lista d’attesa per i progetti residenziali e domiciliari a cui hanno diritto. Non concede più di 14-15mila convenzioni sui posti letto nelle Rsa piemontesi. Non riforma le vecchie Deliberazioni della giunta regionale sugli standard di cura. E non anticipa il Fondo nazionale non autosufficienza 2025-2027 per le prestazioni domiciliari in lungo assistenza (assegni di cura e servizi domiciliari). A differenza di quanto fatto praticamente da quasi tutte le altre Regioni.
La linea della giunta Cirio sulla non autosufficienza, a dispetto del palliativo dei bonus una tantum, è obiettivamente fallimentare».
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