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“Caro Rsa”: le residenze per anziani biellesi si alleano

L’intento è quello di contenere i costi di gestione e alleggerire il peso economico sulle famiglie

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“Caro Rsa”: le residenze per anziani biellesi si alleano. L’intento è quello di contenere i costi di gestione e alleggerire il peso economico sulle famiglie.

“Caro Rsa”: le residenze per anziani biellesi si alleano

«Il tema degli anziani si incrocia inevitabilmente con quello delle Rsa». Così Marvi Massazza Gal, segretaria dei pensionati della Cgil, ha esordito in una recente intervista prima di delineare il quadro drammatico in cui versa il Biellese. Dove il reddito medio lordo si attesta intorno ai 22mila euro – il più basso del Piemonte – mentre una retta mensile in casa di riposo varia tra i 2.500 e i 3mila euro. La segretaria ha poi concluso il suo ragionamento con una domanda semplice e diretta: «Cifre che possono sostenere solo famiglie benestanti o con molti risparmi. E gli altri, cosa fanno? Questa è la sfida dell’oggi».

Una sfida che è stata raccolta da 14 delle 15 Rsa del territorio, che hanno deciso di dare vita a una nuova realtà associativa: Arbi, acronimo di Associazione Rsa Biellesi.

A breve la presentazione ufficiale

Massimo riserbo, per il momento, da parte delle strutture che hanno aderito al progetto. La cui presentazione ufficiale è prevista nel corso di una conferenza stampa in programma mercoledì 3 giugno alle 15 nella casa di riposo Oasi di Chiavazza.

Le finalità dell’associazione, tuttavia, appaiono già chiare. Fare rete può consentire alle strutture di affrontare con maggiore forza le difficoltà economiche e organizzative che il settore socio-assistenziale sta vivendo. Tra gli obiettivi ci sarebbero la possibilità di ottenere condizioni più vantaggiose nei rapporti con i fornitori. L’ottimizzazione dei servizi e una gestione condivisa di alcune professionalità sempre più difficili da reperire, come medici, fisioterapisti e psicologi.

La collaborazione tra le Rsa potrebbe inoltre favorire una maggiore uniformità nelle procedure amministrative e nei rapporti con Asl ed enti pubblici. Oltre a facilitare l’accesso a bandi e finanziamenti destinati al comparto socio-assistenziale. L’intento, in prospettiva, sarebbe quello di contenere i costi di gestione e, di conseguenza, alleggerire almeno in parte il peso economico che oggi grava sulle famiglie.
LEGGI ANCHE: Le case di riposo funzionano sempre meno per gli anziani

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