AttualitàBiella
“Non c’è gloria nei pugni: basta violenza nelle nostre scuole”
L’intervento di Gioventù Nazionale Biella dopo le recenti liti tra studenti
Giovedì mattina la polizia è intervenuta all’istituto Gae Aulenti per una lite tra due studenti, come già accaduto nei giorni scorsi in un’altra scuola. Sul tema intervengono ora Annarita Paraggio, Ludovico Pluda e Luca Neggia di Gioventù Nazionale Biella. «Quello che sta accadendo nelle scuole del nostro territorio è una vergogna totale, altro che “ragazzate”: siamo davanti a episodi di violenza vera, ripetuta e sempre più sfacciata, che stanno distruggendo il senso stesso della scuola. Luoghi nati per educare e formare stanno diventando spazi di tensione permanente, dove il rispetto viene calpestato e la violenza sembra, per qualcuno, una scorciatoia accettabile.
È inaccettabile e indegno che quattro ragazzi, invece di pensare al proprio futuro, scelgano consapevolmente la strada degli insulti, delle minacce e dello scontro fisico ed è ancora più grave che tutto questo avvenga in pieno giorno, davanti ad altri studenti, come se fosse normale. Non lo è, non lo deve diventare. Chi alza le mani ha torto, chi incita è complice, chi filma e ride è parte del problema. Parliamo di alcuni ragazzi che, come noi, vanno ancora alle scuole superiori, da studenti che questa situazione non la commentano da lontano, ma la vivono ogni giorno.
Luca descrive un clima diventato ormai insopportabile: “La cosa che fa più rabbia è che non si tratta di un caso isolato. Ogni settimana c’è qualche tensione, qualche screzio che resta lì e poi esplode. Si passa dall’insulto alla violenza in un attimo. È snervante vivere la scuola così, sempre sul filo.”
Annarita racconta la perdita di serenità che nessuno studente dovrebbe mai provare: “Sono davvero preoccupata per la mia incolumità e quella di tutti. Fa rabbia andare a scuola con l’ansia che possa succedere qualcosa, quando il nostro dovere dovrebbe essere studiare e costruirci un futuro. Questa situazione logora e non è giusta.”
Ludovico punta il dito contro una deriva ancora più profonda: “Dispiace vedere ragazzi come me buttare tutto per delle cavolate. Usano la violenza invece del dialogo e poi trasformano tutto in un video da mettere sui social, come se fosse un vanto. È triste e fa arrabbiare, perché dimostra che si è perso il senso del rispetto.”
Questa situazione non può essere minimizzata né tollerata, il mondo fuori dalla scuola non è fatto di pugni e prepotenza, ma di regole, responsabilità e conseguenze reali, continuare su questa strada significa rovinarsi la vita e trascinare altri nel baratro. In questo contesto, il lavoro delle forze dell’ordine e le iniziative di prevenzione messe in campo rappresentano un segnale chiaro, concreto e necessario di fronte a un problema serio e diffuso.
Parlare ai ragazzi di responsabilità, imputabilità e conseguenze non è repressione, ma prevenzione intelligente, un atto di tutela verso chi deve ancora costruirsi un futuro. Serve un impegno condiviso: scuole, famiglie, studenti e istituzioni, serve presenza, educazione e soprattutto il coraggio di dire le cose come stanno, senza giustificazioni e senza voltarsi dall’altra parte. Non staremo zitti, non faremo finta di niente e non accetteremo che la paura diventi normalità. Continueremo a denunciare ciò che non funziona e a dare voce alla rabbia e alla preoccupazione di tanti studenti che vogliono solo vivere la
scuola con serenità, allo stesso tempo continueremo a pretendere regole, rispetto e responsabilità, perché crescere non significa fare i duri,
ma usare la testa prima delle mani. La scuola non può e non deve essere ostaggio della violenza di pochi, chi non è capace di stare nelle regole, deve capire che questa deriva va fermata ora, senza scuse e senza alibi».
Nei giorni scorsi, nel frattempo, in Prefettura si è tenuto un incontro proprio per parlare di sicurezza nelle scuole.
In foto il segretario provinciale di Gioventù Nazionale Biella, Francesco Nicolini
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