AttualitàBiella
Nomine: i “trucchi” dell’algoritmo che ribalta le graduatorie
Sorpassi dovuti spesso a punteggi relativi a meriti come servizio civile o varie disabilità. Tutto legale ma…
Nomine: i “trucchi” dell’algoritmo che ribalta le graduatorie. Dopo le nomine dei supplenti annuali, le lamentele e le proteste. Non c’è pace nella scuola.
Nei giorni scorsi l’ufficio scolastico territoriale ha inviato le mail che assegnano le cattedre ai docenti precari. Coloro cioè che da anni contribuiscono a mandare avanti il sistema scolastico, pur vivendo tra incertezze e disagi, che nessun ministro o governo ha mai risolto.
Nomine: i “trucchi” dell’algoritmo che ribalta le graduatorie
I posti di lavoro assegnati fino ai prossimi mesi di giugno o di agosto sono stati circa 600. Tra incarichi per il sostegno o le varie discipline, in tutti gli ordini e gradi: infanzia, elementari, medie e superiori.
Dalla semplice verifica dei posti assegnati ai docenti con le varie graduatorie di merito ufficiali, però, sono emerse assegnazioni non chiare. Da qui le proteste e le lamentele di molti precari, che tra sabato e domenica hanno viaggiato sulle chat e nei gruppi online.
Poche ore dopo si sono formalizzate le richieste di accesso agli atti all’ex Provveditorato, che si trova in Corso Pella. Parallela la richiesta di tutela e di maggiori informazioni rivolta ai sindacati e agli avvocati specializzati in controversie del mondo della scuola.
Ad assegnare i contratti di lavoro è un algoritmo del Ministero dell’Istruzione, che incrocia le richieste degli aspiranti, nelle diverse graduatorie, con le disponibilità fornite dalle scuole.
Ogni anno non mancano dubbi e contestazioni, a ridosso della prima campanella fissata quest’anno per lunedì 14.
I titoli
Una delle principali questioni è legata ai titoli di riserva dei candidati. Un giovane che abbia svolto il servizio civile, per esempio, pur avendo la metà dei punti di un altro aspirante, e risultando quindi molto indietro in una graduatoria, poniamo di matematica, all’atto della nomina supera decine di altre persone. Apparentemente senza un motivo, perché il servizio civile non compare nelle graduatorie, che indicano solo i titoli accademici e quelli svolti nella scuola. Ma ovviamente in piena legalità. Da qui la polemica, anche nazionale, per persone che risultano avere un vantaggio per meriti indubbi (un servizio volontario per lo Stato e la comunità). Ma che pesa più di titoli professionali, specializzazioni e anni di esperienza maturati tra i banchi di scuola.
Discorso analogo per persone che hanno titoli di riserva legati a disabilità, le cui certificazioni sono ovviamente coperte dalla privacy. Oppure per orfani o militari.
All’atto delle nomine tutta una serie di informazioni non compare, generando quindi delusione e incertezza.
Problemi che si ripercuotono ovviamente sulla qualità dell’insegnamento agli alunni, che ogni anno si ritrovano con docenti sempre diversi. Un problema anche per i dirigenti, gli ex presidi, che fino all’ultimo non sapranno su quali docenti potranno contare per la formazione delle classi.
Poca trasparenza
La morale di queste proteste, infatti, sta nella poca trasparenza e nella complessità della macchina burocratica. Senza contare che, dopo la prima e principale infornata di nomine ne seguiranno altre. Con ulteriori polemiche per cattedre e quindi posti di lavoro che saltano fuori a singhiozzo e inaspettatamente. Docenti che quindi hanno insegnato, poniamo, inglese, si trovano assegnati a una cattedra di sostegno a fine agosto. E poi a metà settembre spuntano fuori altre cattedre, di inglese…
Anomalie, contraddizioni e imperfezioni a cui da il personale dell’ex Provveditorato agli Studi prova a dare una risposta.
LEGGI QUI: Fondazione CRT, concluse le nomine dei consiglieri
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook
Contenuto sponsorizzato

