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Nasce la nuova consulta giovanile a Biella
L’assessore Maiolatesi: “Sedici membri effettivi sono un ottimo punto di partenza”
Sono 16 i membri effettivi che hanno maturato i requisiti per entrare a far parte della nuova Consulta giovanile della Città di Biella. Un numero significativo e un segnale importante per favorire una partecipazione sempre più diretta e attiva delle nuove generazioni alla vita pubblica e amministrativa della città. Nei prossimi giorni, non appena si sarà completato l’iter amministrativo di rito, verranno pubblicati gli atti ufficiali unitamente all’elenco completo dei partecipanti.
Nasce la nuova consulta giovanile a Biella
La Consulta — la cui istituzione e il relativo regolamento sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso 5 maggio — si propone come uno spazio aperto di confronto, ascolto e proposta. È pensata per valorizzare le idee, le competenze e le esperienze dei giovani biellesi, garantendo loro un canale di dialogo diretto con l’Amministrazione comunale. Il coinvolgimento delle associazioni locali rappresenterà inoltre un’occasione preziosa per mettere in rete le diverse realtà del territorio, intercettare le esigenze emergenti e sviluppare progetti concreti vicini agli interessi e alle aspettative dei ragazzi.
In un contesto cittadino chiamato ad affrontare complesse sfide demografiche ed economiche, promuovere la partecipazione giovanile significa investire sul domani, creando le condizioni affinché Biella diventi un luogo stimolante in cui scegliere di restare, crescere e realizzare il proprio percorso umano e professionale.
Le parole dell’Assessore
L’assessore alle Politiche Giovanili, Edoardo Maiolatesi, ha sottolineato il valore dell’iniziativa:
«Sedici membri effettivi sono un ottimo punto di partenza, ma soprattutto sono sedici voci da cui partire per capire meglio la Biella di oggi e immaginare quella di domani. I giovani non devono essere soltanto destinatari delle politiche che li riguardano: devono poter contribuire a costruirle.
La Consulta dovrà servire proprio a questo: mettere sul tavolo le questioni e le esigenze che contano davvero — dall’aggregazione alle opportunità, dal tempo libero al futuro professionale — affrontandole a 360 gradi e partendo dalle esperienze dirette di chi le vive. Non vogliamo parlare dei giovani senza i giovani, ma creare le condizioni perché possano esprimersi, confrontarsi e avanzare proposte. Il nostro compito sarà ascoltare e dare valore a questo contributo.»
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