Attualità
Lettera al sindaco: “Spostamento del mercato e futuro del Villaggio Lamarmora”
A firmarla il consiglio di quartiere
Spettabile signor Sindaco, ci scuserà se affidiamo al formato della lettera aperta lo spazio di una necessaria replica a quanto da lei riferito in chiusura del recente Consiglio Comunale aperto sul tema dello spostamento del mercato dal Villaggio Lamarmora al Centro. Ci scuserà anche se, a dispetto del regolamento del Consiglio che non prevede repliche all’intervento del Primo Cittadino, in quanto conclusivo e solitamente dedicato a fare una sintesi, le offriamo un ulteriore punto di vista “dal basso”. Ci permettiamo di farlo perché altrimenti verremmo meno al mandato che abbiamo ricevuto: dare voce ai residenti del quartiere Villaggio Lamarmora e in questo coadiuvare la Giunta che Lei presiede nel prendere decisioni e fare il bene della città.
Lettera al sindaco: “Spostamento del mercato e futuro del Villaggio Lamarmora”
Dalle sue parole sono emersi con chiarezza alcuni orientamenti che pongono con troppa semplicità il Villaggio Lamarmora in una considerazione sinceramente scarsa da parte Sua e della sua Giunta. La formula che ha espresso e che orienta la Sua decisione di spostare il mercato dal Villaggio al Centro è lineare: più persone saranno in Centro, più acquisti verranno fatti nei negozi del Centro, gravati da una crisi che non pare avere fine. Ciò presuppone la certezza nel fatto che i frequentatori del mercato al Villaggio si sposteranno facilmente al Centro.
In questa equazione essenziale, occorre a nostro avviso inserire una variabile non eliminabile, ovvero il carattere sociale connesso a questa decisione. Non è un processo a somma zero: se nel piatto della bilancia si pensasse di mettere solo commercio e profili economici, si compirebbe un grave errore perché la bilancia in questo caso di piatti ne ha tre e quello mancante nel suo ragionamento contiene le persone, la cura delle quali si ottiene anche non privandole di un servizio di prossimità che insieme alle merci mette a disposizione spirito di comunità, identità e valore sociale. Una bilancia a tre piatti, molto più difficile da tenere in equilibrio.
Abbiamo ascoltato nel Suo intervento anche una suddivisione in interessi più importanti, il commercio nel centro cittadino, e interessi più modesti, i pochi esercizi commerciali al Villaggio Lamarmora. La domanda è obbligatoria: chi decide questa graduatoria? Quali fattori influiscono per posizionare in un punto della graduatoria il Villaggio e in un altro il Centro? Cosa rende i nostri interessi più modesti di altri?
Abbiamo ascoltato prima delle Sue, le parole dolenti del Presidente del consiglio di quartiere Chiavazza Michele Belli che, sintetizziamo, profetizzava un Villaggio a rischio di “diventare come noi, purtroppo” ovvero perdere la caratteristica vitalità e diventare un quartiere svuotato e dormiente. Non c’è stata traccia di questa realistica lettura nel Suo intervento, ci preme sottolinearlo.
Nei giorni successivi al Consiglio, con un certo stupore, abbiamo però letto su una testata locale la Sua intervista in cui dà conto di alcune suggestive ipotesi di destinazione per Piazza Falcone: una arena civica capiente fino a 16.000 posti per eventi estivi di caratura nazionale.
Siamo sinceramente affascinati da questa prospettiva e lo siamo perché chiarisce che quando Lei e la Sua Giunta vi riferite al Villaggio lo fate con cognizioni completamente diverse dalle nostre, facendoci dubitare di stare considerando la stessa porzione di città. Al Villaggio serve la continuità quotidiana della placida vita comunitaria che si sussegue consueta e non di eventi spot, brevi mesi di congestione e lunghi periodi di vuoto forzato.
Il Villaggio, che Vi ha tributato ampia fiducia in occasione delle scorse elezioni, a parere di chi sinceramente e con spirito costruttivo scrive, non merita, al termine del Consiglio Comunale aperto, di essere così poco compreso nei suoi bisogni e così poco curato nelle sue identità e unicità comunitarie.
Consiglio di Quartiere
Villaggio Lamarmora
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Bb
18 Settembre 2026 at 20:14
per me il mercato deve stare dov’è senza spostare una virgola. il sindaco dice che deve salvare i negozi storici di via Italia , ma dove li ha visti ? ma va a piedi in via Italia i negozi storici hanno chiuso tutti , da Carpano Leone scarpe ecc.ecc oggi ci sono solo occhiali e mutande e basta , e niente d altro via Italia non si salva più, e basta sprecare soldi per iniziative che non portano a nulla