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La storia di Villa Sella

La casa di lusso che curò la salute dei biellesi

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la storia di villa sella

La storia di Villa Sella. Tra i grandi edifici che hanno lasciato un’impronta nella storia del Biellese, la struttura di Bioglio occupa un posto particolare.

La sua vicenda attraversa oltre un secolo di trasformazioni sociali, economiche e sanitarie. Accompagnando il territorio dagli anni della grande industrializzazione ottocentesca fino alle profonde evoluzioni della medicina del Novecento.

Oggi il complesso è inattivo, ma continua a rappresentare una significativa testimonianza della memoria collettiva biellese.

La storia di Villa Sella

La villa venne edificata nel 1879 per iniziativa di Giovanni Battista Sella, esponente di una delle famiglie che maggiormente contribuirono allo sviluppo industriale del Biellese. In quegli anni il territorio stava vivendo una fase di intensa crescita economica legata all’industria laniera. E numerosi imprenditori scelsero di costruire eleganti residenze immerse nel verde delle colline.

La scelta di Bioglio non fu casuale. Il paese occupa una posizione privilegiata sul versante collinare orientale del Biellese. Caratterizzato da una buona esposizione al sole, da un clima generalmente mite e da un paesaggio che si apre verso la pianura. Attorno alla villa venne realizzato un vasto parco che ancora oggi costituisce uno degli elementi più suggestivi dell’intero complesso.

Per diversi decenni la residenza mantenne la sua funzione originaria di dimora privata. In questo periodo il complesso rappresentò una delle residenze più prestigiose del Biellese. Espressione della stagione di crescita economica e culturale che caratterizzò il territorio tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Secondo diverse ricostruzioni locali, gli ultimi anni della vita di Giovanni Battista Sella furono segnati da gravi lutti familiari. Che contribuirono a rendere particolarmente difficile l’ultima fase della sua esistenza. Con la morte, avvenuta nel 1902, si concluse il primo capitolo della storia della villa. Nello stesso anno la proprietà passò alla famiglia Balduino di Genova, appartenente alla borghesia imprenditoriale e commerciale ligure. La dimora rimase ai Balduino per oltre vent’anni, conservando la destinazione residenziale e continuando a distinguersi per la posizione panoramica e il grande parco.

La svolta nel 1925

La vera svolta avvenne nel 1925, quando il complesso venne acquistato dalla Federazione degli Industriali Biellesi. La decisione si inseriva in un contesto storico particolarmente delicato. In quegli anni la tubercolosi rappresentava ancora una delle principali cause di morte in Italia e in Europa e costituiva una delle emergenze sanitarie più gravi del tempo.

Nel Biellese, territorio fortemente industrializzato, il problema era particolarmente sentito. La malattia colpiva infatti anche il mondo del lavoro e le famiglie operaie. Spingendo istituzioni e imprenditori a sostenere iniziative assistenziali e sanitarie sempre più strutturate.

Gli Industriali Biellesi individuarono così in Villa Sella il luogo ideale per realizzare una moderna struttura dedicata alla cura della tubercolosi. La scelta non fu casuale. Prima della scoperta degli antibiotici efficaci, le cure erano limitate e si basavano soprattutto su riposo, corretta alimentazione e permanenza in ambienti salubri.

Per questo motivo, tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, sorsero numerosi sanatori in località montane e collinari. Villa Sella possedeva tutte le caratteristiche richieste dalle concezioni terapeutiche dell’epoca. Posizione dominante, ottima esposizione al sole, clima favorevole e un vasto parco immerso nel verde. Dopo l’acquisto furono avviati importanti lavori di trasformazione che adattarono l’antica residenza alle nuove esigenze sanitarie.

L’edificio venne ampliato e dotato di spazi destinati alla degenza e alle cure dei pazienti.

Il periodo fascista

Negli anni successivi il progetto venne inserito nel quadro delle iniziative promosse dagli organismi impegnati nella lotta antitubercolare e dalla Federazione fascista biellese. Al termine dei lavori, nel 1931, il nuovo sanatorio di Bioglio venne inaugurato ufficialmente e iniziò la propria attività. L’apertura del sanatorio rappresentò un momento importante per il territorio. La tubercolosi faceva ancora paura e le cure realmente efficaci erano poche. La presenza di una struttura specializzata offriva una concreta possibilità di assistenza a numerosi malati. Le ampie terrazze, gli spazi verdi e l’esposizione favorevole della collina erano considerati elementi essenziali del percorso terapeutico.

Per molti anni il complesso entrò a far parte della rete piemontese delle strutture dedicate alla cura della tubercolosi. Medici, infermieri e personale sanitario vi operarono accompagnando pazienti spesso costretti a lunghi periodi di degenza lontano dalle proprie famiglie.

Dopo la Seconda guerra mondiale il quadro sanitario iniziò però a cambiare rapidamente. La scoperta di farmaci sempre più efficaci ridusse progressivamente la necessità delle grandi strutture sanatoriali. In tutta Italia molti complessi furono riconvertiti e anche Villa Sella seguì questa evoluzione.

Nel Dopoguerra

Nel 1962 la struttura assunse la denominazione di Casa di Cura Madonna Dorotea e iniziò una nuova fase della propria storia. Pur mantenendo la vocazione sanitaria, il complesso si adattò alle esigenze di una medicina ormai profondamente diversa da quella degli anni Trenta. Per decenni la struttura continuò a svolgere un importante ruolo assistenziale, diventando un punto di riferimento per molte famiglie biellesi.

Accanto alla storia sanitaria, Villa Sella conserva un notevole interesse naturalistico. Il parco che circonda gli edifici custodisce infatti il celebre Castagno di Bioglio, riconosciuto tra gli alberi monumentali del Piemonte. Si tratta di un esemplare di dimensioni eccezionali, la cui età è stimata in diversi secoli. Quando la villa venne costruita, il castagno era già parte integrante del paesaggio locale e da allora ha assistito silenziosamente a tutte le trasformazioni del complesso.

Nel corso del tempo la villa è entrata profondamente nella memoria collettiva della comunità. Diverse generazioni di biellesi hanno avuto un legame diretto o indiretto con la struttura, sia attraverso l’attività sanitaria sia attraverso il grande parco. Per molti il nome di Villa Sella continua ancora oggi a evocare ricordi personali, storie familiari e frammenti di vita quotidiana.

Gli anni recenti

L’ultima fase della sua attività si è conclusa nel 2013 con la chiusura definitiva della Casa di Cura Madonna Dorotea. Da allora il complesso è rimasto inutilizzato. Le dimensioni dell’edificio, il valore storico della struttura e la presenza del parco monumentale rendono complesso qualsiasi progetto di recupero. Sarebbero necessari importanti investimenti e una destinazione capace di coniugare tutela e sostenibilità.

Oggi Villa Sella continua a dominare il paesaggio collinare di Bioglio come una presenza silenziosa ma ancora fortemente riconoscibile. Le sue mura raccontano alcune delle principali trasformazioni che hanno attraversato la società italiana nell’ultimo secolo e mezzo. La crescita dell’industria biellese, la lotta contro la tubercolosi, l’evoluzione della sanità e le difficoltà contemporanee nel recupero dei grandi complessi storici.

Più che un semplice edificio, Villa Sella rappresenta un luogo della memoria biellese. La sua storia dimostra come architettura, paesaggio e funzione sociale possano intrecciarsi nel tempo, lasciando un’eredità che continua a suscitare interesse e riflessione.

In attesa di una nuova destinazione, il complesso rimane uno dei simboli più significativi della storia sanitaria e civile del territorio.
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