Attualità
La locanda non apre per il video fascista. Parla il gestore
“Sono io la prima vittima di questa operazione, che ha trasformato uno scherzo privato in un caso pubblico”. Presentata una denuncia
La locanda non apre per il video fascista. Parla il gestore.
“In riferimento alle recenti notizie di cronaca e al dibattito pubblico generato dalla diffusione di un video che mi ritrae, sento il dovere di chiarire la mia posizione per ristabilire la verità dei fatti e per esprimere il mio profondo rammarico per l’accaduto.
Il video in questione, pubblicato lo scorso 12 febbraio sul mio profilo personale e privato di TikTok, non aveva alcuna finalità promozionale o politica. Si trattava di un contenuto di natura puramente goliardica e scherzosa, destinato alla sfera privata e familiare, come dimostra la sequenza di fotografie che ritraggono me e mia moglie. La presenza di una singola immagine del locale è del tutto incidentale e priva di qualsiasi scopo promozionale o commerciale.
Per oltre due mesi, tale video è rimasto confinato alla sua dimensione privata. Solo in data 16 aprile, per opera di soggetti terzi a me ignoti, il contenuto è stato illecitamente sottratto dal mio profilo e diffuso su altre piattaforme, decontestualizzandolo e attribuendogli un significato che non ha mai avuto. Sono io la prima vittima di questa operazione, che ha trasformato uno scherzo privato in un caso pubblico. A riprova della mia totale estraneità alla sua diffusione e del danno subito, ho già provveduto a sporgere formale querela contro ignoti affinché vengano individuati i responsabili di questa illecita divulgazione.
Desidero inoltre esprimere la mia piena condivisione e il mio totale rispetto per la decisione assunta dal Sindaco di Varallo di posticipare l’inaugurazione del locale. Comprendo perfettamente le ragioni di opportunità e di tutela dell’ordine pubblico, specialmente in una data così importante e simbolica come il 25 Aprile. Nutro il massimo rispetto per la Festa della Liberazione e per i valori che essa rappresenta, in particolare per una Città come Varallo, insignita di Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Intendo prendere le distanze più nette da qualsiasi ideologia estremista o antidemocratica, che non mi appartiene e dalla quale mi dissocio senza riserve. Il mio unico obiettivo è sempre stato quello di avviare un’attività lavorativa per me e la mia famiglia, e di poterla integrare nel tessuto sociale e commerciale di Varallo, una comunità che rispetto profondamente.
Esprimo il mio più sincero rammarico per come un contenuto privato sia stato strumentalizzato, urtando la sensibilità di molti e causando un danno alla mia persona e all’immagine della Città. Confido che le autorità competenti possano fare piena luce sulla vicenda e spero di poter presto dimostrare, con il mio lavoro e il mio impegno, la mia buona fede e il mio rispetto per la comunità che mi ospita.
Gianpietro Cavanè
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Nadia
24 Aprile 2026 at 7:46
Esemplare di uomo che si nasconde nostalgicamente dietro ad una bandiera e quando la stessa gli viene tolta non sa piu’ dove nascondersi.