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In carcere a Biella realizzate le Shopper phygital
Sono stati utilizzati i tessuti “fine pezza” donati dai lanifici biellesi
Presentate in occasione dell’evento “La musica incontra la moda” a Biella le borse realizzate con i tessuti donati dai lanifici biellesi e confezionate dai detenuti della casa circondariale.
In carcere a Biella realizzate le Shopper phygital
Ha riscosso grandissimo entusiasmo la speciale Shopper phygital del Distretto Urbano del Commercio (Duc). Nasce da un progetto di sostenibilità ed economia circolare: i materiali utilizzati per il confezionamento sono infatti “fine pezza” e ritagli di campionario d’eccellenza donati a titolo gratuito dai prestigiosi lanifici biellesi Piacenza, Vitale Barberis Canonico e Drago, oltre che della Casa di tessuti Carnet di Como. La realizzazione delle borse è stata affidata ai detenuti della Casa Circondariale di Biella seguiti in un primo tempo dalla sarta Angela Maltese e, successivamente, grazie al progetto Samu di Anteo.
Accanto al cuore artigianale e sociale, la borsa guarda al futuro con la sua anima “phygital”: ognuna delle 3.000 shopper prodotte è dotata di un qr code. Scansionandolo con lo smartphone, i cittadini possono entrare in Biella Up e leggere la storia della shopper e le finalità del DUC.
«Il successo della sfilata ha confermato la vitalità della nostra città, ma è questa shopper a lasciarci un segno permanente», sottolinea l’assessore Anna Pisani. «In ogni borsa si intrecciano l’eccellenza dei nostri lanifici, il valore del recupero e un'importante occasione di riscatto sociale. È una parte di Biella che i cittadini possono indossare e portare con sé ogni giorno».
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