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«Il ritorno di Elsa? Aveva un sorriso e una gioia infiniti»
Papà Lorenzo descrive i primi giorni a casa della figlia dopo i lunghi mesi in ospedale
«Il ritorno di Elsa? Aveva un sorriso e una gioia infiniti». Papà Lorenzo descrive i primi giorni a casa della figlia dopo i lunghi mesi in ospedale.
«Il ritorno di Elsa? Aveva un sorriso e una gioia infiniti»
Dopo quasi sei mesi trascorsi lontano da casa, il primo giorno di Elsa fuori dall’ospedale è stato un concentrato di emozioni. Affetti ritrovati e piccoli grandi traguardi che fino a poco tempo fa sembravano impensabili.
La giovane biellese ha fatto ritorno a casa accolta dall’abbraccio dei suoi cari. E’ stata dimessa giovedì pomeriggio dall’Ospedale Regina Margherita, dove è stata in cura negli ultimi due mesi dopo i ricoveri in Svizzera e al Cto. Racconta papà Lorenzo: «Anche solo il fatto di salire di nuovo su un’auto ha rappresentato per lei un’emozione enorme. Non lo faceva da quasi sei mesi».
Al suo arrivo ha trovato ad attenderla tutti i suoi affetti più cari. Ha potuto riabbracciare la nonna, la zia, le cugine e anche uno dei suoi amici più fedeli: il labrador di famiglia. Che la ragazza non vedeva da tutto questo tempo e al quale è particolarmente legata.
Ma la giornata non si è fermata lì. A sorprendere tutti è stata soprattutto l’energia dimostrata da Elsa poche ore dopo il rientro. Verso le 19.30, infatti, ha tenuto fede all’impegno preso con gli amici. «Le prime ore a casa non l’hanno assolutamente stancata – continua papà Lorenzo -. Due ore dopo il suo arrivo, è stata accompagnata a casa della sua amica del cuore, nonché compagna di banco al liceo linguistico. Dove l’aspettava un gruppo di una dozzina di amici e amiche».
La serata con gli amici di sempre
Una serata speciale, fatta di sorrisi, racconti e primi sprazzi di una normalità a lungo agognata. Una normalità di cui Elsa si è voluta godere ogni istante.
«È riuscita a rimanere fino a mezzanotte – spiega ancora il padre -. Poi i ragazzi l’hanno riaccompagnata a piedi da Cossila a Biella. Sono rimasti tutti intorno a lei, sostenendola lungo il percorso».
Una lunga passeggiata tutt’altro che banale, affrontata ovviamente con il consenso delle famiglie coinvolte. «È arrivata a mezzanotte e mezza, molto stanca, ma sempre sorridente».
L’indomani, poi, l’adolescente ha affrontato la prima giornata “piena” della sua nuova vita ritrovata.
«Ora si parte con una nuova quotidianità – spiega ancora il padre emozionato -. Che prevede momenti obbligatori, come l’assunzione dei farmaci e la fisioterapia. Per il resto Elsa è una ragazza libera di fare ciò che desidera, naturalmente con criterio, ad esempio evitando l’esposizione al sole».
Dopo mesi segnati dalla sofferenza, dagli interventi e dalla riabilitazione, il ritorno a casa rappresenta un passo importante nel lungo percorso di guarigione e rinascita. E il modo in cui ha scelto di vivere queste prime ore – circondata dagli amici, dagli affetti e da quella normalità che tanto le è mancata – racconta meglio di ogni altra cosa la sua straordinaria voglia di guardare avanti.
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