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Il Bar Lucxor ha riaperto davvero. Il titolare: “Ricominciamo a vivere”
Dopo due mesi di stop, l’ok del Comune alla ripartenza. Più telecamere e chiusura anticipata alle 20
Il bar Lucxor ha riaperto i battenti. Dopo quasi due mesi di chiusura disposta dal Comune di Biella, nei giorni scorsi è arrivato il provvedimento che consente ai titolari di tornare a lavorare.
La decisione è maturata al termine dell’iter in autotutela iniziato nelle scorse settimane, durante il quale è stato avviato un confronto tra il legale della proprietà e Palazzo Oropa per individuare una soluzione condivisa che tenesse insieme le esigenze di sicurezza pubblica e la salvaguardia dell’attività commerciale.
Il Bar Lucxor riapre. L’avvocato: “Abbiamo garantito chiusura anticipata alle 20 e ulteriori telecamere anche all’esterno”
A confermarlo è l’avvocato Stefano Romeo, legale del titolare Shaomin “Amin” Qiu: «È stata autorizzata la riapertura del bar. Si è concluso positivamente l’iter in autotutela e il provvedimento è immediatamente esecutivo. È stato notificato giovedì mattina anche al titolare. La decisione è arrivata al termine di una valutazione condivisa tra i vari organi ed enti competenti, con il Comune che ha interpellato anche Questura e Prefettura».
L’avvocato spiega che la richiesta presentata all’amministrazione era accompagnata da una serie di impegni concreti: «Abbiamo garantito la disponibilità a chiudere anticipatamente il locale alle 20 e sono state installate ulteriori telecamere di videosorveglianza, sia all’interno sia all’esterno, adeguatamente segnalate. Si tratta di un deterrente, ma anche di uno strumento utile a documentare eventuali episodi di intemperanza».
Romeo esprime quindi soddisfazione per l’esito della vicenda: «Non posso che ringraziare l’amministrazione per aver compreso le ragioni del titolare della licenza ed esserci venuta incontro, peraltro agendo con tempi che, considerati quelli ordinari, sono stati anche rapidi. La speranza è che non si verifichino più situazioni come quelle che avevano portato all’adozione dei precedenti provvedimenti».
La gioia di Amin: “Sono la persona più felice del mondo. Questi due mesi non sono stati facili”
La telefonata tanto attesa è arrivata al titolare del Lucxor ieri poco dopo l’ora di pranzo di giovedì.
«Alle 13,30 mi hanno chiamato per dirmi di andare a firmare – racconta emozionato Shaomin Qiu, per tutti semplicemente Amin -. Ero la persona più felice del mondo».
Per lui e la moglie Liu Shuangjing si chiude un periodo particolarmente difficile: «Sono davvero molto contento. Io e mia moglie avevamo bisogno di tornare a lavorare, altrimenti saremmo stati rovinati – spiega -. Siamo rimasti chiusi quasi due mesi, continuando però ad affrontare tutte le spese, a partire dal mutuo. Non è stato facile».
“Ringrazio Comune, Questura e Prefettura per esserci venuti incontro e i tanti amici che ci sono stati vicini in queste settimane”
Il ringraziamento è rivolto alle istituzioni che hanno seguito la pratica: «Siamo grati al Comune, alla Questura e alla Prefettura per esserci venuti incontro e averci dato la possibilità di tornare a lavorare. Per noi è un po’ come ricominciare a vivere, perché senza il nostro lavoro non so come avremmo fatto a mantenere la nostra famiglia».
Il Lucxor ha già ripreso l’attività con un nuovo orario, dalle 7 alle 20, misura concordata nell’ambito del percorso che ha portato alla revoca della chiusura: «Tante persone sono venute a salutarci, tanti amici erano felici di rivederci dietro al bancone. Li ringrazio davvero tutti per l’affetto, la vicinanza e la solidarietà che ci hanno dimostrato in questi due mesi».
La riapertura arriva dopo settimane di confronto tra le parti. Nei giorni scorsi era emerso come il Comune stesse valutando favorevolmente il progetto presentato dal titolare, che prevedeva nuove misure per rafforzare la sicurezza all’interno e nelle immediate vicinanze del locale. Il Lucxor era stato chiuso con un provvedimento dell’Ufficio Commercio e Attività Produttive del Comune, adottato a seguito delle valutazioni espresse dalla Questura e su richiesta della Prefettura, dopo una serie di criticità riscontrate negli anni sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Ora, grazie all’accoglimento dell’istanza in autotutela e agli impegni assunti dalla proprietà, l’attività può ripartire.
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