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I cani incustoditi sui sentieri allontanano gli escursionisti

L’allarme lanciato da Andrea Cavallo: «La gente ormai ha paura ed evita certi itinerari, per questo motivo alcuni stanno scomparendo. Sul cammino di Oropa, ad esempio, due grossi cani hanno circondato me e il mio Otzi cercando di azzannarlo»

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Pierino Delpiano
cani sentieri

Il sentiero che da Pollone conduce a Oropa

«Poco oltre questo cartello, percorrendo da Pollone il famoso Cammino di Oropa in direzione del Favaro, al termine di una recinzione elettrificata si incontrano altri cartelli che intimano di tenere i cani al guinzaglio per la presenza di animali al pascolo. Già questa estate avevo soccorso due ignare escursioniste che, seguendo le indicazioni, si erano trovate minacciate da due grossi cani, liberi e senza alcun controllo. Qualche settimana fa la situazione si è ripresentata».

Inizia con queste parole il lungo post pubblicato su Facebook da Andrea Cavallo, noto escursionista e antiquario biellese, che racconta una disavventura di cui, suo malgrado, è stato protagonista. Cavallo, che insieme a un gruppo di amici da anni si occupa gratuitamente della sistemazione della segnaletica dei sentieri del territorio, descrive con amarezza l’ennesimo episodio accaduto sulle nostre montagne.
«Nel percorrere quel tratto con il mio Otzi al fianco – prosegue – due grossi cani si sono staccati dalla cascina attigua e, attraversando il prato, hanno circondato me e il mio cane cercando di azzannarlo. Una donna, alle mie urla, si è affacciata dall’abitazione e, con voce stanca e disinteressata, tentava di richiamare i suoi animali senza alcun successo. Non paga di non riuscire a controllarli, inveiva contro di me e contro il mio compostissimo Otzi; a quel punto lo scontro verbale ha assunto i toni che la situazione richiedeva».

«Ma il problema sembra da tempo irrisolvibile – conclude sconsolato –. Possibile che non si possa porre un freno a un comportamento tanto pericoloso su uno dei sentieri più frequentati e pubblicizzati del Biellese? Naturalmente la colpa non è dei cani, che svolgono il loro istintivo lavoro di protezione del territorio, ma dei proprietari che non provvedono a controllarli».

Allo sfogo pubblicato sul social, Cavallo aggiunge alcune considerazioni dettate dalla sua lunga e costante frequentazione dei sentieri della provincia.

«Purtroppo – rimarca – sono situazioni che accadono sempre più spesso e sembrano non trovare soluzione. La responsabilità non è dei cani, che fanno il loro lavoro, ma dei proprietari che in alcuni casi, come quello che mi ha coinvolto, non sono in grado o non sono interessati ad addestrare e sorvegliare adeguatamente i propri animali. La conseguenza è che molte persone, temendo la presenza di questi maremmani, evitano di percorrere determinati itinerari. È il caso del sentiero che da Pollone conduce a Oropa: un percorso giustamente valorizzato, ma che alcuni scelgono di non affrontare proprio per questo motivo. Un vero peccato».

«A peggiorare la situazione – conclude l’escursionista – è il fatto che molti percorsi, anche storici, stanno scomparendo. Non essendo più frequentati, la vegetazione li ricopre e la segnaletica si deteriora. Emblematico è il sentiero dei Tre Roc che dal Chiavolino, a Pollone, conduce a Sordevolo: un’escursione molto bella, caratterizzata dalla presenza di questi tre massi che la rendono particolarmente suggestiva. Non so quale possa essere la soluzione, ma credo che un po’ di buon senso, sia da parte dei contadini sia da parte degli escursionisti, potrebbe rappresentare un primo passo».

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