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Gran caldo, arrivederci ad agosto
Due mesi normali poi uno torrido: l’Arpa prova a prevedere l’estate
Gran caldo, arrivederci ad agosto.
Gran caldo, arrivederci ad agosto
L’estate 2026 è alle porte e le previsioni sembrano ricalcare il trend osservato negli ultimi anni di temperature in aumento, mentre, per quanto riguarda le precipitazioni il mese maggiormente interessato è giugno. E’ quanto prevedono gli esperti di Arpa Piemonte sulle previsioni per l’estate 2026.
Temperature
Il mese di giugno risulta il meno caldo, con quasi la metà dei modelli considerati che indica valori nella media del periodo. I restanti modelli si dividono tra un’anomalia debolmente positiva e nessun segnale significativo. Questo potrebbe essere verosimilmente legato alla relativa maggior instabilità.
A luglio si osservano i primi segnali di un aumento termico generalizzato, tuttavia l’arco alpino occidentale sembra ancora escluso dall’anomalia più spiccata. Osservando la probabilità di scenario della temperatura, vediamo infatti che quasi la metà dei modelli prevede un periodo più caldo della media climatologica e più del 30% dei modelli anche molto più caldo.
Ad agosto l’anomalia termica raggiunge il valore massimo, come mostrato da oltre l’80% dei modelli, di cui più della metà fornisce indicazioni di un periodo molto più caldo della media.
Precipitazioni
Il mese di giugno risulta il meno caldo, con quasi la metà dei modelli considerati che indica valori nella media del periodo. I restanti modelli si dividono tra un’anomalia debolmente positiva e nessun segnale significativo. Questo potrebbe essere verosimilmente legato alla relativa maggior instabilità, descritta nella sinottica.
A luglio si osservano i primi segnali di un aumento termico generalizzato, tuttavia l’arco alpino occidentale sembra ancora escluso dall’anomalia più spiccata. Osservando la probabilità di scenario della temperatura, vediamo infatti che quasi la metà dei modelli prevede un periodo più caldo della media climatologica e più del 30% dei modelli anche molto più caldo.
Ad agosto l’anomalia termica raggiunge il valore massimo, come mostrato da oltre l’80% dei modelli, di cui più della metà fornisce indicazioni di un periodo molto più caldo della media.
El Niño o super El Niño
L’informazione sulle temperature estive 2026 si è focalizzata a lungo sul tema di El Niño. Viene infatti considerato il responsabile dell’aumento della temperatura, anche di breve periodo, in Europa. Si parla di probabilità del fenomeno, tra El Niño e super El Niño.
Nonostante le previsioni del servizio europeo Copernicus, della Noaa e della Columbia University, si continua a parlare di “probabile” e non di una conferma del fenomeno.
El Niño di cui tanto si sente parlare è un fenomeno che fa aumentare la temperatura superficiale delle acque tropicali dell’Oceano Pacifico. Si tratta quindi di qualcosa di molto localizzato e che deve il suo nome ai pescatori peruviani che notarono per primi il fenomeno.
“El Niño”, ancora più nello specifico, fa riferimento al Bambin Gesù, perché il fenomeno spesso si presenta già a partire dal mese di dicembre.
Si tratta di una variazione naturale della temperatura marina del Pacifico equatoriale e si contrappone a un altro fenomeno, ovvero La Niña, che invece rappresenta l’abbassamento delle temperature. In America Latina questi due fenomeni determinano eventi estremi regionali.
È un fenomeno ciclico e naturale che si ripete ogni 2-7 anni e l’ultimo episodio risale all’estate 2023. Soprattutto è un fenomeno circoscritto a un’area definita, ma può incidere sul clima globale. Le probabilità che si verifichi quest’anno sono molto alte e, a seconda dell’intensità, potrebbe avere effetti anche per tutto il 2027.
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