Attualità
Ginecologia dell’Ospedale di Biella: l’isteroscopia è “see and treat”
Previste diagnosi e cura in un’unica seduta
Nel 2025 presso l’Ostetricia e Ginecologia dell’ASL di Biella, diretta dalla dott.ssa Bianca Masturzo, sono state eseguite oltre 600 isteroscopie con tecnica “see and treat”, che prevede la diagnosi e la cura durante la stessa seduta, registrando un incremento del 20% di questo tipo di prestazioni rispetto all’anno precedente. Circa il 90% delle procedure è stato gestito interamente in ambulatorio nell’ambito della chirurgia ambulatoriale complessa, riservando la sala operatoria solo a casi selezionati, consentendo così alle pazienti un ritorno rapido alle attività quotidiane.
Parallelamente per potenziare l’efficienza chirurgica e ampliare l’offerta assistenziale, sono stati introdotti nuovi strumenti e apparecchiature di ultima generazione.
L’isteroscopia è un esame mini-invasivo, che consente di esplorare direttamente la cavità uterina attraverso l’introduzione di una sottile telecamera. Grazie a questa tecnica, è possibile visualizzare la vagina, il collo dell’utero, l’endometrio e l’intero ambiente uterino, ottenendo una valutazione accurata e immediata.
Negli ultimi anni si è progressivamente affermato il modello “see and treat”, oggi indicato dalle principali società scientifiche di chirurgia ginecologica mini-invasiva come standard di riferimento. Questo approccio permette di associare nella stessa seduta la fase diagnostica e quella terapeutica: la paziente esegue l’esame, riceve il trattamento necessario e può rientrare al proprio domicilio nella stessa giornata, evitando ricoveri e l’anestesia generale.
I vantaggi sono molteplici: maggiore aderenza al percorso di cura, riduzione dei tempi di attesa e dei costi sanitari, oltre a un utilizzo più efficiente delle risorse.
A questo proposito, negli ultimi anni la Regione Piemonte ha emanato specifiche raccomandazioni che identificano alcune procedure ginecologiche come chirurgia ambulatoriale complessa, ovvero quelle attività chirurgiche svolte in una sala dedicata che non richiedono ricovero né anestesia generale, ma utilizzano tecniche di controllo del dolore mirate al comfort della paziente. L’isteroscopia rientra tra queste procedure.
In linea con tali indicazioni, è stato predisposto un ambiente strutturato appositamente per questi trattamenti, dotato di area di refertazione con ecografo per eventuali valutazioni preliminari e di una sala chirurgica ambulatoriale con percorso dedicato.
Un elemento centrale del percorso di isteroscopia è rappresentato dalla gestione del dolore: all’interno del servizio vengono adottate diverse modalità analgesiche, tra cui l’utilizzo del protossido di azoto, somministrato tramite maschera e già impiegato anche in ambito ostetrico. Questa tecnica consente una sedazione cosciente: la paziente rimane vigile, ma percepisce meno il dolore, rendendo l’esame più tollerabile.
Quando necessario, l’analgesia può essere associata a un’anestesia locale del collo uterino, sempre con l’obiettivo di garantire sicurezza, comfort e collaborazione durante la procedura.
L’innovazione non riguarda solo la tecnologia, ma anche l’ambiente. Il progetto sviluppato dal gruppo di isteroscopia prevede infatti un setting ambulatoriale pensato per ridurre l’ansia e favorire il rilassamento attraverso luci soffuse, musica di sottofondo e a breve l’introduzione di una “finestra virtuale” per migliorare l’esperienza sensoriale.
Durante ogni procedura è presente personale dedicato: ostetriche strumentiste responsabili della gestione delle apparecchiature e dell’informazione alla paziente, affiancate dal personale O.S.S., che fornisce supporto pratico e aiuta nella corretta respirazione del protossido. Questo modello organizzativo garantisce un’assistenza continua in tutte le fasi del trattamento.
Il gruppo di isteroscopia dell’ASL di Biella è composto dal dott. Paolo Alessi, dalla dott.ssa Maria Elena Laudani, dal dott. Giovanni Lipari, dal dott. Alessandro Messina, dalla dott.ssa Giuditta Novaretti e dalla dott.ssa Giulia Parpinel e dalle ostetriche Tiziana Bruno, Daniela Caronia e Sofia Vegro.
Negli ultimi mesi presso l’ASL BI è stato inoltre implementato un percorso specifico per l’infertilità di coppia, ambito in cui l’isteroscopia riveste un ruolo fondamentale nella valutazione della cavità uterina, soprattutto nei casi di poliabortività o fallimenti ripetuti di procreazione medicalmente assistita.
Grazie alla collaborazione con Anatomia Patologica e Laboratorio Analisi, è stato attivato un iter integrato che consente di eseguire nello stesso centro accertamenti bioptici e microbiologici richiesti dai centri di fertilità, offrendo alle pazienti un pacchetto diagnostico-terapeutico completo.
L’isteroscopia rappresenta anche l’esame di riferimento in ambito oncologico, in particolare per la diagnosi del tumore dell’endometrio. L’approccio “see and treat” permette di ottenere risposte rapide e di avviare il percorso chirurgico in tempi brevi, migliorando l’efficacia complessiva della presa in carico.
“Oggi il Centro di Isteroscopia ASLBI si configura come una realtà all’avanguardia, dotata di strumentazione di ultima generazione e caratterizzata da un’attività in costante crescita. L’organizzazione dei percorsi, l’integrazione multidisciplinare e l’attenzione al comfort della paziente consentono di offrire un’assistenza completa, dalla diagnosi al trattamento. Un modello che sta portando sempre più pazienti, anche provenienti da fuori ASL BI, a scegliere questa struttura come punto di riferimento per la chirurgia isteroscopica – ha commentato la dott.ssa Bianca Masturzo, Direttore S.C. Ostetricia e Ginecologia ASL BI – Un sentito ringraziamento va al gruppo di medici responsabili del servizio di isteroscopia, sempre coadiuvati dalla fondamentale presenza delle ostetriche strumentiste, il cui contributo professionale e umano rappresenta un valore essenziale per la qualità delle prestazioni offerte. Proprio grazie alla grande attività clinica del team e al continuo sviluppo del Centro, il servizio di isteroscopia diventerà presto un centro di formazione per i giovani medici, rappresentando un’importante occasione di crescita e condivisione delle competenze.”
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