Attualità
Creators – The Past, il film colossal biellese che ha fatto flop
E’ costato otto milioni di euro
Creators – The Past, il colossal biellese che ha fatto flop
Ricordate il colossal girato nel Biellese con attori del calibro di Gérard Depardieu e William Shatner? Piergiuseppe Zaia lo ideò e lo annunciò come primo capitolo di una trilogia composta da The Past, The Present e The Future. Dopo anni di lavorazione e numerosi rinvii, il film arrivò nelle sale italiane nell’ottobre 2020. Poche settimane dopo, però, la nuova chiusura dei cinema dovuta alla pandemia compromise la distribuzione.
Sul piano commerciale, il progetto registrò risultati molto inferiori alle aspettative. A fronte di un budget dichiarato di circa 8 milioni di euro, il film incassò cifre modeste.
LEGGI ANCHE: Paolo Cariola: “Neanche li cani sarebbero stati trattati così”
La vicenda tornò al centro dell’attenzione nel 2025, quando diversi investitori privati presentarono esposti e denunce. Secondo i denuncianti, i promotori li avrebbero convinti a finanziare un progetto privo di un adeguato piano di distribuzione. Piergiuseppe Zaia ed Eleonora Fani respinsero le accuse e attribuirono il fallimento commerciale soprattutto agli effetti della pandemia.
A oltre un anno dall’apertura dell’indagine su Creators – The Past, non emergono sentenze pubbliche né provvedimenti definitivi che chiudano la vicenda giudiziaria.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, sette investitori assistiti dall’avvocato Manuel Peretti presentarono esposti sostenendo di aver subito un danno economico dopo aver investito nel progetto. Le contestazioni riguardavano soprattutto le modalità di promozione dell’iniziativa e le prospettive economiche prospettate durante la raccolta dei fondi.
Chi finanziò il film
Le ricostruzioni pubbliche mostrano che il progetto non nacque grazie al sostegno di un grande studio cinematografico. I promotori raccolsero invece risorse da diverse fonti:
- imprenditori e aziende del Biellese, che investirono nel progetto con quote minime di circa 12.500 euro; alcune imprese destinarono somme molto più consistenti;
- investitori privati del Canavese, che aderirono a una raccolta fondi organizzata da un banchiere;
- enti e istituzioni del territorio biellese, che misero a disposizione location e forme di sostegno economico;
- lo Stato, che garantì tax credit e altri contributi attraverso il Ministero della Cultura per centinaia di migliaia di euro.
Ancora oggi il caso continua a suscitare interesse perché intreccia il sogno di creare una grande produzione cinematografica internazionale in Piemonte con le contestazioni avanzate da alcuni degli investitori che avevano creduto nel progetto.
Continua a leggere le notizie de La Provincia di Biella e segui la nostra pagina Facebook

