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Con le matite al cielo, Biella “urla” il suo no al terrorismo

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Loro sono Charlie. Uomini, donne, ragazzini, bianchi, neri, cristiani, musulmani, atei, agnostici. C’era gente di ogni tipo tra le circa 150 persone che oggi sono scese silenziosamente in strada per condannare la strage di Parigi.

Loro sono Charlie. Uomini, donne, ragazzini, bianchi, neri, cristiani, musulmani, atei, agnostici. C’era gente di ogni tipo tra le circa 150 persone che oggi sono scese silenziosamente in strada per condannare la strage di Parigi.

Alle 15,30 hanno iniziato a radunarsi nei pressi della Fons Vitae, tra via Italia, viale Matteotti e piazza Vittorio Veneto. Un quarto d’ora più tardi hanno iniziato a sfilare lungo la via principale del centro cittadino, fino alla piazzetta del battistero. In testa al corteo c’erano solo un paio di striscioni, tenuti dalle mani di giovani donne musulmane. Parole semplici e dirette: “no al terrorismo”, “il terrorismo non ha religione”.

A seguire, dietro di loro, le braccia alzate di decine di persone, ognuna probabilmente con idee e opinioni differenti, ma per una volta tutte unite da quelle matite strette nei pugni e alzate al cielo.

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