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Coldiretti Biella Vercelli: SOS diffusione cibo artificiale
L’analisi
Coldiretti Biella Vercelli: SOS diffusione cibo artificiale
Coldiretti Biella Vercelli: SOS diffusione cibo artificiale
Tre italiani su quattro (75%) temono che la produzione di cibo possa finire nelle mani di potenze finanziarie ad altissima dotazione di capitali, dando vita a una nuova oligarchia fondata proprio sul controllo della produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari. Lo afferma l’indagine Coldiretti/Censis diffusa in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che si è celebrata il 16 ottobre e ha coinciso quest’anno con l’80° anniversario della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.
Dichiarazioni
“A preoccupare è soprattutto la diffusione del cibo artificiale con la pretesa di rimuovere agricoltura e allevamento dalla realtà umana”, spiegano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini e il Direttore Luciano Salvadori. “Quasi due cittadini su tre (64%) la considera una vera e propria minaccia per la salute. In pratica, secondo il Censis, gli italiani temono che con il cibo possa accadere ciò che è già successo con il digitale. Il rischio che poche élite concentrino potere economico, politico e culturale anche nel settore dell’alimentazione”.
I due rappresentanti di Coldiretti aggiungono. “Tra le abitudini importanti da portare avanti e sostenere ci sono sicuramente quelle alimentari come il consumo di frutta e verdura che, con il loro apporto di minerali e di idratazione, spesso sono associate ad un adeguato nutrimento per una corretta pratica sportiva. Tuttavia, nonostante le indicazioni mediche e sanitarie spingano ad un alto consumo quotidiano di frutta e verdura, un’indagine demoscopica dell’Istituto Ixè mostra ancora difficoltà ad avere un consumo appropriato”.
Questa giornata, infine, ha chiamato in causa anche il rapporto degli italiani con sport e cibo, visto che l’esercizio fisico contribuisce in maniera importante alla tutela della salute e della qualità della vita. Non a caso l’inattività costa all’Italia un miliardo all’anno, secondo un’analisi della Fondazione Aletheia. Da qui nascono le tante iniziative messe in campo da Coldiretti con il mondo dello sport.
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Giovanni Sella
17 Ottobre 2025 at 12:28
La cosa che non si tiene mai conto in queste indagini a campione, è il livello di preparazione tecnica e culturale degli intervistati e il loro pregresso. Ricordiamo poi che Coldiretti è quella delle campagne diffamatorie nei confronti dei prodotti agricoli e alimentari importati dall’estero, anche da Paesi che rispettano le normative europee. Va bene tutto, ma qui si fa leva principalmente sul sensazionalismo di intervistati impressionabili e scarsamente informati. In Italia non entra una briciola di cibo che non rispetti le nostre severissime norme, che è bene ricordare sono le più severe e articolate del Mondo.