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Cassiera licenziata dopo 30 anni per un detersivo

La cassiera aveva pagato una confezione che si è poi rotta. Ne ha presa un’altra, segnalando l’accaduto, ma è arrivata la contestazione

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Cassiera licenziata

Cassiera licenziata dopo 30 anni per un detersivo. E’ successo in un supermercato della catena Pam. Oggetto della discordia: un flacone di detersivo da 2,90 euro risultato danneggiato dopo l’acquisto. La vicenda è ora all’esame del giudice del lavoro.

Cassiera licenziata dopo 30 anni per un detersivo

Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, l’episodio risale a settembre 2025. La dipendente, tra i 50 e i 55 anni, senza precedenti disciplinari e con tre decenni di anzianità, aveva terminato il turno e fatto la spesa nel supermercato dove lavora. Acquistando anche un detersivo dal valore di 2,90 euro.

Appena uscita dal negozio, il flacone si sarebbe rotto. Sarebbe quindi rientrata per segnalare l’accaduto e il potenziale rischio per i clienti. Sempre secondo la sua versione, avrebbe parlato con un responsabile ottenendo l’autorizzazione a prendere una confezione identica dallo scaffale. Senza effettuare un secondo pagamento, trattandosi di merce già acquistata e danneggiata accidentalmente.

Nei giorni successivi sarebbe arrivata la convocazione da parte della direzione del punto vendita e la contestazione disciplinare. Per l’azienda il secondo flacone avrebbe dovuto essere pagato nuovamente. Da qui la decisione di procedere con il licenziamento per giusta causa, senza denuncia penale ma con interruzione immediata del rapporto di lavoro.

Un incontro chiarificatore successivo non avrebbe portato a una soluzione condivisa e il provvedimento sarebbe stato confermato.

Il ricorso al giudice del lavoro

La lavoratrice si è rivolta alla Filcams-Cgil, il procedimento è ora davanti al giudice del lavoro. Il segretario territoriale del sindacato ha definito il licenziamento sproporzionato rispetto al valore economico e alla dinamica dell’episodio. Sottolineando la lunga anzianità di servizio della dipendente (da 30 anni al lavoro in azienda) e l’assenza di precedenti contestazioni.

Il tribunale dovrà valutare diversi aspetti. L’eventuale autorizzazione ricevuta, la procedura interna sulla sostituzione dei prodotti danneggiati e la proporzionalità della sanzione espulsiva.

I precedenti Pam: i licenziamenti legati al “test del carrello”

Il caso si inserisce in un contesto già delicato per la catena Pam sul fronte dei rapporti di lavoro. Negli ultimi mesi hanno fatto discutere i licenziamenti collegati ai “test del carrello” o del “finto cliente”. Controlli interni utilizzati per verificare l’attenzione dei cassieri su merce non dichiarata.

Alcuni di quei provvedimenti sono stati impugnati in almeno un caso il giudice ha disposto il reintegro del lavoratore senza sanzioni disciplinari.
LEGGI ANCHE: Prima la rissa poi il furto al supermercato

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