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Anna Salvigni firma il look delle Bambole di Pezza a Sanremo
Anche Biella è salita sul palco dell’Ariston
Anna Salvigni firma il look delle Bambole di Pezza a Sanremo.
Anna Salvigni firma il look delle Bambole di Pezza a Sanremo
Biella sale sul palco dell’Ariston insieme alle Bambole di Pezza.
La rock band ha indossato gli accessori firmati dalla designer biellese Anna Salvigni.
Un doppio debutto, al Festival di Sanremo: per il gruppo, in gara con il brano “Resta con me”, e per la stilista trentenne che con le sue creazioni ha accompagnato le artiste durante la kermesse.
Il loro stile non è passato inosservato, così come i dettagli progettati da Salvigni. Sul green carpet, il momento precedente alle esibizioni, la coroncina sul capo della cantante Cleo e il choker indossato dalla chitarrista Daniela, parte della sua capsule collection “Mediocre”.
I suoi accessori sono tornati in scena anche nella serata delle cover, sulle note di “Occhi di gatto”, con i guanti rossi indossati da Cleo, accompagnata da Cristina d’Avena, e con il colletto e il corsetto presentati dalla chitarrista.
«Arrivare a Sanremo con i miei disegni era un sogno nel cassetto e si è avverato», racconta Anna Salvigni. Il suo percorso nel mondo della moda è iniziato a Biella, sui banchi del Tam – Tessile, abbigliamento e moda –, per poi proseguire a Milano, dove si è specializzata in modellistica femminile all’istituto “Secoli”.
Poi sono arrivate le prime esperienze professionali dietro le quinte della televisione.
Salvigni ha iniziato a lavorare come sarta a Zelig, entrando a far parte del gruppo costumi.
«È stato un ambiente molto formativo – spiega – perché ho potuto conoscere stylist, costumiste e molti professionisti del settore». Da lì è partita una rete di collaborazioni che l’ha portata a lavorare con diversi stylist televisivi, fino ad arrivare a X Factor e a vestire BigMama.
Nel 2021 la designer ha fondato il proprio brand, costruito attorno ai principi di sostenibilità e al concetto di moda “no gender”. Il suo processo creativo segue tutte le fasi, dal disegno alla confezione finale.
«Cerco sempre di utilizzare scarti di aziende tessili che altrimenti verrebbero buttati. Per una scelta sostenibile preferisco lavorare con materiali che trovo nel biellese e nel milanese, invece che ordinare al metro. A volte parto da un disegno e cerco il tessuto adatto, altre volte è il materiale stesso a suggerire la forma del capo».
L’idea di uno stile senza distinzione di genere nasce anche da un’esigenza personale: «Mi è sempre sembrata limitante la divisione tra reparti maschili e femminili. Credo che uno stesso capo possa essere indossato da chiunque».
A questa visione appartiene anche l’ultima capsule del brand: si tratta di una collezione contenuta, composta da meno di dieci capi unici. È proprio “Mediocre”, quello che orna le Bambole di pezza, accompagnato dal motto: «Non c’è nulla di mediocre in tutto questo».
«Per molto tempo mi sono sentita nella media, senza qualcosa che mi distinguesse davvero – spiega la designer –. Poi ho costruito i miei contatti da sola e, grazie alle esperienze avute, sono uscita da quella sensazione».
“Mediocre” è tutto tranne che mediocre. Il linguaggio estetico della capsule si è sposato con l’immagine rock delle Bambole di Pezza, contribuendo alla scelta degli accessori per il Festival. Le selezioni, infatti, coinvolgono spesso brand emergenti che presentano numerosi pezzi agli stylist incaricati di definire i look degli artisti.
Tra questi è stato scelto anche il brand Anna Salvigni, i cui accessori sono entrati a far parte dell’immaginario visivo della band durante le serate sanremesi.
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