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Albanesi contro marocchini: scontri tra detenuti in carcere

Determinante l’intervento degli agenti della penitenziaria

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Pugni, calci e testate agli agenti: ancora violenza in carcere

Momenti di altissima tensione si sono vissuti nel carcere di Biella, dove due fazioni di detenuti — albanesi contro marocchini — hanno dato vita a uno scontro violento che ha messo a dura prova la sicurezza dell’istituto.

Albanesi contro marocchini: scontri tra detenuti in carcere

Il piano dei facinorosi era chiaro: unire le forze per superare gli sbarramenti interni. Per farlo, i detenuti sono arrivati a divellere una porta blindata, tentando di usarla come ariete per abbattere il cancello di separazione tra le sezioni.

Solo grazie al pronto intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria, che nonostante le croniche carenze di organico hanno agito con eccezionale tempestività, è stato possibile evitare il peggio.

A fare il punto sull’accaduto è il sindacato Sinappe, che sottolinea l’importanza della strategia messa in atto: «Determinante è stata la sinergia operativa tra il personale, l’area sicurezza e la direzione dell’istituto», si legge nella nota. Questo coordinamento ha permesso, in meno di ventiquattro ore, di disinnescare la tensione e procedere al trasferimento immediato dei detenuti più facinorosi.

Durante le perquisizioni nelle celle, gli agenti hanno rinvenuto diversi telefoni cellulari e un quantitativo di droga, confermando la pericolosità della situazione interna. Il Sinappe ora chiede che venga concessa una formale ricompensa a tutto il personale che, con dedizione, ha gestito l’emergenza, garantendo la tenuta del carcere in un momento di forte criticità. Un episodio che riaccende, ancora una volta, i riflettori sulle sfide quotidiane vissute dagli agenti all’interno del sistema penitenziario.

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