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Addio al prof. Angelo Garibaldi, il “Dottor Fiori” che ha salvato il pesto

“Ci lascia un uomo di scienza autentico, che ha saputo guardare avanti fino all’ultimo giorno”. Oggi alle 15 l’ultimo saluto nella chiesa di Campiglia Cervo

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Angelo Garibaldi

È morto ieri, all’Ospedale degli Infermi di Ponderano, Angelo Garibaldi, professore emerito di Patologia vegetale all’Università di Torino e per decenni punto di riferimento della fitopatologia italiana e internazionale. Aveva 88 anni. Oggi alle 15 l’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo.

È morto il professor Angelo Garibaldi, ex preside e pro-rettore della Facoltà di Agraria

Nato nel 1938 a Cipressa, in provincia di Imperia, da una famiglia di floricoltori, ha dedicato la sua intera vita allo studio delle malattie delle piante e all’insegnamento. Preside della Facoltà di Agraria di Torino dal 1990 al 1996, pro-rettore con il rettore Rinaldo Bertolino dal 1996 al 2004, presidente del Centro di Competenza Agroinnova, da lui co-fondato dal 2002 al 2025, Angelo Garibaldi ha messo la sua intera carriera scientifica al servizio degli studenti e degli agricoltori.

“Ha risolto innumerevoli problemi reali agli agricoltori”

“Ha formato centinaia di laureati, che hanno continuato a restare in contatto con lui con affetto, e lasciato una produzione scientifica che supera le mille pubblicazioni, sempre tenendo insieme ricerca di base e applicazioni concrete: pioniere del trasferimento tecnologico e della divulgazione, ha risolto innumerevoli problemi reali agli agricoltori, ai quali si sentiva profondamente legato anche per le proprie origini – lo ricorda con profondo affetto e gratitudine lo staff di Coltivato, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, sottolineando che Garibaldi è stato tra le voci scientifiche con cui il Festival ha avuto l’onore di collaborare, portando il rigore e la passione di una vita intera dedicata allo studio delle malattie delle piante -. Fino agli ultimi mesi, Garibaldi è rimasto pieno di progetti e di idee, con ancora tante cose che avrebbe voluto realizzare”.

I suoi studi sulle malattie del basilico gli valsero l’appellativo di “salvatore del pesto”

In sessant’anni di ricerca era diventato, per amici e colleghi, il “Dottor Fiori”: un cacciatore di spore capace di individuare centinaia di nuovi patogeni delle piante ornamentali, tra i più grandi esperti al mondo in questo campo. È a lui, tra l’altro, che si deve una delle pagine più note della sua attività: gli studi sulle malattie del basilico che hanno permesso di proteggere una delle colture più identitarie del territorio, tanto da valergli l’appellativo di “salvatore del pesto”.

Gullino: “Che la terra gli sia lieve, e si ricopra di quei fiori che ha amato, studiato e curato per tutta la vita”

“Ci lascia un uomo di scienza autentico, che ha saputo guardare avanti fino all’ultimo giorno”, ricorda Maria Lodovica Gullino, direttore scientifico di Coltivato, che con Angelo Garibaldi ha condiviso gran parte del proprio percorso accademico e umano. “Aveva ancora tante cose da fare, tanti progetti a cui teneva. Ci mancherà la sua curiosità, la sua gentilezza, e quel rigore che ha insegnato a intere generazioni di ricercatori e agricoltori. Che la terra gli sia lieve, e si ricopra di quei fiori che ha amato, studiato e curato per tutta la vita”.

Germano Gadina: “Floricoltura e agricoltura gli devono tantissimo”

“Con la scomparsa di Angelo Garibaldi “il prof”, professore emerito di Patologia vegetale all’Università di Torino, si chiude un’epoca… – scrive Germano Gadina su Facebook -. Decenni di insegnamento, tantissimi alunni formati, una figura carismatica a cui la floricoltura e l’agricoltura in generale, devono molto. Per la Liguria poi, ha fatto tantissimo. Con la moglie Elena Accati e con Lodovica Gullino ha formato un gruppo straordinario, difficilmente replicabile. Sicuramente ora si dedicherà a tutti i fiori del Cielo…”.

Il professor Garibaldi ha lasciato la moglie Elena con Francesca, Luciano e Jacopo. Familiari, colleghi e amici gli diranno addio alle 15 di oggi, sabato 11 luglio, nella chiesa parrocchiale di Campiglia. Al termine della cerimonia funebre la salma proseguirà per il tempio crematorio.

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