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A Campiglia le nuove antenne “5G

Il sindaco: «Nessuno ci aveva avvisati»

A Campiglia le nuove antenne “5G

C’è anche un comune biellese tra i 120 selezionati per la realizzazione di nuove antenne in vista della “rivoluzione 5G”, la nuova tecnologia che entro il 2022 cambierà il mondo delle telecomunicazioni wireless. Si tratta di Campiglia, unico di tutta la nostra provincia. Questa novità, per la quale nei prossimi mesi arriveranno in paese i tecnici di Telecom Italia Mobile e Iliad, è senza dubbio un’opportunità, ma ha lasciato perplesse non poche persone, in primis lo stesso sindaco Maurizio Piatti.
Da un lato, infatti, si tratta di lavori previsti nei comuni in “digital divide”, vale a dire quelli che ad oggi non hanno un adeguato accesso a internet, quindi di qualcosa che andrà a migliorare drasticamente il servizio attualmente esistente. Dall’altro, però, non sono piaciute le modalità adottate dal governo, che ha sostanzialmente agito tenendo all’oscuro le amministrazioni locali.
«Abbiamo saputo solo per vie traverse di essere tra questi 120 comuni – spiega il primo cittadino – e ci piacerebbe saperne di più. Nessuno ci aveva comunicato nulla: né il Ministero per lo Sviluppo Economico, né l’AgCom. Ho iniziato a muovermi in seguito alle segnalazioni di alcuni cittadini e associazioni ambientaliste preoccupate che questa cosa potesse essere pericolosa».
Piatti si è quindi attivato per avere maggiori delucidazioni: «Ho fatto una serie di domande all’Agenzia – conferma –, per capire esattamente cosa verrà installato, quante antenne, come e dove. Poi ho inviato un’ulteriore lettera ad Arpa Piemonte per avere la certezza che non vi sia alcun tipo di rischio. Sto aspettando che mi rispondano. Comunque per il momento non è ancora stato installato nulla e, ovviamente, quando questo avverrà, dovranno comunicarlo al Comune».
I timori relativi all’installazione di nuove antenne e all’utilizzo del 5G sono stati sollevati da alcune associazioni nelle scorse settimane. In particolare, sono stati presentati alcuni studi – studi che non riguardano le frequenze 5G, ma solo le possibili conseguenze dell’esposizione massiccia e prolungata a campi elettromagnetici (generati non soltanto dai cellulari e le relative antenne, ma anche, ad esempio, dagli elettrodomestici) -, che dimostrerebbero un possibile aumento del rischio di tumore per l’esposizione di ratti a onde elettromagnetiche su frequenze usate dal 2G e dal 3G.
La questione di recente è approdata anche in parlamento, dove però sono arrivate rassicurazioni: la “quinta generazione” sarebbe perfino meno pericolosa delle precedenti.
“… la scienza ufficiale, attraverso l’Istituto superiore della sanità (Iss), getta ora acqua sul fuoco – si legge a questo proposito su La Repubblica -: in una recente audizione alla Camera chiarisce che le tante nuove antenne 5G, per le loro caratteristiche, sono un pericolo ancora più remoto per la salute rispetto alle attuali tecnologie”.
Un ulteriore chiarimento arriva anche dalla stessa AgCom, che sul proprio sito ha spiegato come la realizzazione debba avvenire “nel pieno rispetto della normativa in materia di edilizia e urbanistica e delle altre leggi in materia, inclusa la normativa in materia di limiti elettromagnetici sul cui rispetto vigilano le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente. Si precisa che non si tratterà di una sperimentazione 5G, bensì dell’offerta di servizi commerciali”.

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