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Dopo due settimane ha superato il Coronavirus «Grazie a tutti gli angeli custodi dell’ospedale»

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E’ stato ricoverato per oltre due settimane in ospedale a causa del Covid, ma Aldo Fappani è riuscito a uscirne. L’ex consigliere comunale di Valle Mosso ha voluto così condividere questa esperienza che l’ha fatto riflettere su molti aspetti.
Con una lettera ha così voluto raccontare la sua esperienza.
Sono state sicuramente due settimane lunghe, dopo i primi sintomi a casa l’ex consigliere comunale è stato portato in ospedale d’urgenza, le sue condizioni si erano aggravate. Ma grazie alle cure in ospedale è riuscito a superare il momento critico e tornare a casa raccontando la sua esperienza.

«Pur facendo la massima attenzione nel rispettare le normative ho contratto il coronavirus e per diciassette giorni sono stato ricoverato e curato presso l’Ospedale degli Infermi di Ponderano dove in questi casi e almeno per certi aspetti ci si abbandona con trepidazione e speranza alla benevolenza del destino ma soprattutto a medici, personale sanitario e terapie. Lo stato d’animo iniziale era caratterizzato da stupore, preoccupazione, disagio, tristezza, smarrimento, impotenza, paura. E sebbene nel mio caso non sia risultata drammatica è stata comunque un’esperienza a più sfaccettature: inaspettata e segnata naturalmente anche da sofferenza sia fisica che psicologica. Che tra l’altro mi ha fatto parecchio riflettere pure sulla caducità e sui limiti della dimensione umana e sul valore fondamentale della “salute”. Inoltre, ancora una volta ho compreso bene l’importanza della “Sanità Pubblica” come fondamentale e prezioso “bene comune” assolutamente da salvaguardare, valorizzare e potenziare, sia come strutture ospedaliere che come medicina di base diffusa territorialmente. In questo quadro mi sento in dovere di ringraziare immensamente per le attenzioni e le cure ricevute anche dal sottoscritto da – infermieri e infermiere – dottori e dottoresse – personale Oss. Costoro sia al Pronto Soccorso che in reparto al terzo piano, quasi fossero come degli “angeli custodi” e ognuno per il loro ruolo delicato e coordinato, si sono prodigati sia di giorno che di notte a curare i pazienti malati e di ogni età con disponibilità, conforto, professionalità e umanità. Da “salvato” grazie a costoro ora sono tornato a casa dove continuo le benefiche terapie e il riposo per gradualmente riprendermi in una speranzosa rinascita e amore per la vita che continua. Per cui con doverosa riconoscenza, a tutti loro in particolare, porgo un amorevole abbraccio fraterno e solidale. Cordialmente».

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