BiellaSale & Pepe
Tu chiamale se vuoi… mozioni
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
Un anno fa la nostra città “risplendeva” in occasione dell’adunata nazionale, un momento unico di aggregazione che avrebbe dovuto rappresentare una ripartenza sotto tanti punti di vista. In questi giorni, anche la delegazione degli alpini di Biella era presente a Genova, in occasione del tradizionale raduno delle penne nere sempre festoso e coinvolgente, con anche il sindaco Olivero a sfilare in un’ideale passaggio di staffetta sul campo.
Tutto bene, certo, peccato però che di quella “spinta al fare tutta alpina” Biella ne abbia beneficiato solo nelle settimane successive, per poi ritornare al solito tran tran delle tante parole al vento e delle poche cose concrete portate a termine. Un’occasione persa, se si pensa ai tanti fronti aperti che meritano ancora una risposta: viabilità, le buche come crateri specie in viale Macallé, la manutenzione e il decoro del bene pubblico che fanno acqua da tutte le parti, il tema del verde in città e nei rioni (in particolare Chiavazza), gli attraversamenti pedonali invisibili, strade e marciapiedi sempre di più considerati punti critici (nella mappa digitale redatta dagli studenti del Gae Aulenti), il tema infinito della funicolare (si parla ora di rimborso al Comune da parte della ditta che ha realizzato i lavori) che comunque non funzionerà ancora per tanto tempo.
Di fronte a tutto questo, la politica cittadina, grazie anche il supporto di qualche consigliere regionale di maggioranza nelle vesti di “moralizzatore” dei costumi, continua a divagare, a girare la testa dall’altra parte, quasi che non parlando del problema, questo di fatto non esista. Meglio occuparsi del risiko degli incarichi da assegnare tutto interno alla maggioranza tra presidenza ATL e del Gal, perché anche se il film per Biella non comincia mai, non si può prescindere dall’avere comunque un regista a dirigere i lavori (che non cominciano mai…).
E veniamo al tema del momento… In tanti anni di politica cittadina, posso raccontare di averne viste tante, specie negli scontri tra maggioranza ed opposizione, di grandi battaglie e scontri verbali accesissimi. Mai però avrei immaginato che il sindaco passasse (in questo caso sì e con grande solerzia) alle via “di fatto” denunciando in blocco l’opposizione (dieci consiglieri) colpevole – a suo dire – di aver apposto “firme false” sotto il documento in cui si chiedevano le dimissioni dell’assessore Paraggio legate alle nota vicenda della società “Le 5 forchette” che ha già portato alle dimissioni dai loro incarichi pubblici di tre (dei cinque) esponenti locali di fratelli d’Italia coinvolti: Delmastro, Chiorino, Franceschini.
Al di là del merito specifico e giudiziario in cui non entro (i fatti prima di tutto andranno accertati), quello che salta agli occhi è che questa presa di posizione politica segna un prima e un dopo nei rapporti tra le forze politiche in consiglio comunale che difficilmente sarà sanabile in futuro. Capisco un certo nervosismo per il primo cittadino dopo le difficoltà tutte interne alla sua maggioranza in ottica di rapporti di forza (dopo il caso “bistecche”), tuttavia di una cosa dovrà starne certo: le opposizioni in Consiglio a Biella non si faranno né intimidire né tantomeno staranno in silenzio di fronte alle loro legittime prerogative di chiedere sempre e comunque il perché delle cose. Nessun processo in piazza per l’assessore Paraggio lo ribadisco ancora una volta: il fatto qui è solo di “opportunità politica”, un ‘opportunità che Franceschini, Chiorino e Delmastro hanno alla fine riconosciuto e per la quale hanno poi preso le loro decisioni di conseguenza. Nessuno di loro era ed è indagato al momento, ma non per questo sono rimasti al loro posto. Al consigliere Paraggio, si chiede esattamente analoga sensibilità, non una parola in più non una in meno, in attesa che i fatti possano essere accertati.
Non è colpa dell’opposizione se, purtroppo, la vicenda della bisteccheria romana ha coinvolto esponenti politici locali, ne avremmo fatto volentieri a meno. Tu chiamale se vuoi…mozioni, ma la voglia di cantare è poca anche per chi fa opposizione vista la pochezza della “musica” che siamo costretti ad ascoltare ogni giorno…
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Bb53
14 Maggio 2026 at 18:20
il sindaco ha tempo per andare in procura ,se va a piedi si accorge di una città degradata , buche a non finire erbacce dappertutto , maleducazione e altro, ma meglio difendere i mafiosetti amici che ascoltare la minoranza che ne avrebbe di idee da portare innovative e non speculative come fa la destra, la funicolare il teatro sociale la via per Tollegno da anni abbandonata una schifezza come è ridotta questa città da terzo mondo