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Festa del 2 giugno, dalla banda al… bando il passo è breve

La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella

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Celebrazioni del 2 Giugno, dalla banda al… bando il passo è breve. Per la banda, ovviamente, il discorso è legato all’ufficialità delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, un traguardo importante che ci riporta con la memoria ad un momento di svolta per il nostro paese, caratterizzato dal primo voto a suffragio universale maschile e femminile.

Le donne maggiorenni ottennero finalmente il diritto di voto attivo e passivo, accedendo ai luoghi delle decisioni politiche. Tanta roba direbbero le nuove generazioni di oggi, anche se quello slancio fondativo e costruttivo oggi pare segnare un po’ il passo davanti al disagio di molti cittadini italiani, alle prese con le numerose difficoltà di un momento storico tra i più complicati di questi ultimi ottant’anni. Se però dalla banda (sinonimo per eccellenza di festa e celebrazione) passiamo al… bando pubblico (bocciato o mancato), la musica per il nostro territorio cambia radicalmente passando dal giubilo della festa al “de profundis”.

Andando un po’ indietro negli anni, qualcuno di voi ricorderà il bando del distretto del commercio del 2021 in cui Biella venne esclusa dai fondi regionali. Si trattò di una sonora bocciatura nonostante la necessità di sostenere il rilancio del commercio di prossimità e del sistema economico locale. Negozi chiusi in via Italia, rilancio del centro storico, contrasto alla desertificazione commerciale sono rimasti al palo. Stessa musica, e stesso risultato per Biella anche nel 2025: di nuovo esclusa dai fondi regionali per il distretto del commercio. Di chi è la responsabilità? Nel luglio del 2024 l’annuncio dell’assessore Pisani agli ambulanti – il tema è quello oggi più attuale che mai del mercato – parlava di uno stanziamento di circa 2 milioni di euro per il sostegno al commercio ambulante. Un’opportunità che prevedeva fino a 2mila euro di contributo a fondo perduto per coloro che investivano in innovazione e competitività. Come è andata a finire?

Ma, bando alle ciance, passiamo al verde pubblico: si parla oggi, tra le tante difficoltà sul tema, di corso Europa e dintorni: secondo il neo assessore Castagnetti si è ancora alla ricerca di tecnici e specialisti per il restyling dell’area nonostante Biella si fosse aggiudicata, mesi addietro, un bando regionale per la riforestazione completa dell’area con conseguente opera di recupero per l’ingresso in città dalla strada Trossi. Di chi è la responsabilità? Le dichiarazioni attendiste di questi giorni di Castagnetti, sono oggi più che mai la prova provata di come Biella abbia perso molti treni importanti in ottica di rilancio anche in questi due anni in cui, concretamente, non si è messo a terra nulla di tutto questo. Non solo nel corso degli anni una carenza di competenze politico strategiche nel presentare per Biella progetti degni di nota e di attenzione, ma anche l’incapacità di mettere a terra progettualità già avviate (che restano sospese a data da destinarsi) con tanto di fondi stanziati.

L’elenco di queste situazioni potrebbe essere ancora più lungo, tuttavia di una cosa occorre essere consapevoli: gli slogan, le promesse non mantenute, i bandi persi, i fondi stanziati e non utilizzati sono il risultato di un certo modo di fare politica che francamente non è giustificabile per chi decide di candidarsi o di assumersi le responsabilità che un incarico pubblico comporta. Nel privato, molti dei nostri amministratori sarebbero già stati messi di fronte al “fatto non compiuto”, nel pubblico questo non succede quasi mai e chi ne fa le spese (in tutti i sensi) sono sempre e solo i cittadini.

La festa della Repubblica, ad ottant’anni dalla sua fondazione, vive oltre che sui valori condivisi anche sul senso di responsabilità e trasparenza di chi amministra la cosa pubblica. Ricordiamocelo sempre, ricordiamocelo tutti…

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4 Commenti

1 Commento

  1. Bb68

    4 Giugno 2026 at 19:41

    ne abbiamo persi di treni, la propaganda della destra si fa vedere basta fare un giro per biella e biellese per vedere in che stato è la provincia , una tristezza senza via di uscita

  2. Giovanni

    4 Giugno 2026 at 21:48

    I treni persi non tornano, i soldi vengono dati l’attuale amministrazione, come quelle passare negli ultimi 20 anni non hanno saputo sfruttare, personalmente è perché a “Loro” restava poco da morsicare. Oltre a strade aiuole e bazxecole, le cose serie sono ad esempio il sistema idrico, lalveo de rii, torrenti, ecc. Sociale. A Biella città il disagio delle persone con bisogno dassisteza è elevato, ma comune è addetti fanno finta di nulla.

  3. Bb68

    5 Giugno 2026 at 8:02

    tutto è serio non bazzecole anche una città piena di erbacce in tutte le vie, la pulizia è la visione di una città ordinata ma qui gon la destra tutto e caos non c e niente da fare non ci siamo.chiudoni il piazzo al sabato e domenica senza funicolare, a Oropa la funivia? il sociale ? il marciapiede per Tollegno le cose dette e non fatte sarebbero da scrivere per giorni, ma comunque sia zero assoluto

    • steap63

      6 Giugno 2026 at 17:18

      Il marciapiede per Tollegno è una cosa oscena…. da quarto mondo praticamente ostruito da foglie, terriccio, ramaglie. E la ripa di Salita di Riva piena di Reunotrya Japonica che sta invadendo il marciapiede.Bisognerebbe che qualcuno si facesse male e chiedesse i danni al comune.

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