BiellaSale & Pepe
Branduardi, il topolino e il mercato in centro…
La nuova versione di “Sale & Pepe”, la rubrica curata da Luigi Apicella
Angelo Branduardi cantava nel lontano 1977 Alla fiera dell’est, famosissimo brano che ciascuno della mia generazione, sono sicuro, avrà canticchiato almeno una volta. Ricordate? “E venne il gatto che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò…” Era uno scioglilingua che trasudava di cultura popolare dell’epoca, cultura in cui anche il mercato aveva una sua centralità.
Oggi, quel padre, il topolino (magari senza finire nelle grinfie del gatto) dove lo comprerebbe? Potrei dire che lo cercherebbe sicuramente prima on line, senza passare dal mercato che purtroppo, occorre dirlo, oggi è un settore più in crisi di altri. Lo dice un recente studio dell’Associazione nazionale autonoma dei giovani lavoratori (ANAUGL) lo dice, a suo modo, il sindaco di Biella Marzio Olivero. Mi spiego meglio. Lo studio – consultabile on line – ci dice che negli ultimi sette anni circa 50 mila ambulanti, nonostante i grandi sacrifici quotidiani, hanno cessato la loro attività in Italia; tra le cause principali: mancano tutele, aumenta la pressione fiscale, non c’è ricambio generazionale. Su questo ultimo punto, secondo ANAUGL, il settore è ormai privo di ricambio generazionale: “Il lavoro non garantisce più un reddito sufficiente per mantenere una famiglia e molti operatori si trovano in una terra di mezzo, troppo anziani per trovare un nuovo impiego e troppo giovani per andare in pensione”. Il sindaco di Biella, per contro, con le sue recenti dichiarazioni, va, politichese permettendo, nella stessa direzione: “Servirebbe una normativa che riqualifichi e impreziosisca il commercio ambulante”.
Dunque che fare visto che la ricerca di ANAUGL punta il dito anche contro le amministrazioni locali colpevoli, a suo dire, “di relegare i mercati in periferie deserte, senza bandire nuove concessioni o riportare gli ambulanti nelle zone centrali delle città, nonostante la drastica riduzione degli operatori”? Ce lo dice lo stesso Marzio Olivero, evidentemente più a bordo di tanti altri per quanto riguarda i trend del settore in questione: provare a riportare il mercato cittadino, dopo tanti anni di tentativi, al centro con una scelta strategica ben precisa: mettere commercianti ambulanti e in sede fissa in grado di beneficiare gli uni degli altri. Occorrerà intendersi su tempistiche, strutture, viabilità, però non possiamo non comprendere che non saranno i parcheggi vicini agli stand o la comodità della situazione logistica attuale a salvare le sorti del mercato cittadino.
Il cambiamento crea paura e apprensione, lo so benissimo, ma va vissuto sempre come un’opportunità al di là degli schieramenti e delle idee preconcette. E’ venuto il momento di dirci le cose come stanno: ambulanti e amministrazione vogliono la stessa cosa: che il mercato rinasca e resista, che il centro riprenda vita anche grazie al mercato e alle sue dinamiche. Solo così il topolino della canzone di Branduardi potrà forse ritornare, gatto permettendo, nel suo mercato cittadino per essere comprato…
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.Bruno
22 Gennaio 2026 at 16:49
io lo porterei al piazzo, senza funicolare con corde fisse così in arrampicata , poi la discesa con gli alpini, in corda doppia. così sarebbe l unica maniera per vivacizzare una città morta, come la sua giunta spenta e il mercato riprenderà vigore i turisti a miglia per arrampicarsi al piazzo