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Nucleare, potrebbe tornare il “vicino atomico” a Trino

L’ipotesi di ragionamenti in corso sul sito vercellese è rimbalzata su diversi giornali, l’ad di Sogin ha detto che l’impianto “ha le caratteristiche adatte per ospitare nuovi reattori e un data center”

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C’è sicuramente un’accelerazione del Governo sul progetto di un ritorno dell’Italia alla produzione di energia ricavata dalle centrali nucleari. Soprattutto da quando il ministro all’ambiente Gilberto Pichetto ha dichiarato di voler completare l’iter burocratico entro la fine della legislatura.

Gli ha fatto eco il presidente della Regione, Alberto Cirio, confermando che «il Piemonte è pronto». E inevitabilmente è tornato alla ribalta il nome di Trino, con la sua centrale, di cui hanno parlato vari organi di stampa.

Dal ministero per il momento non arrivano conferme, ma nemmeno smentite.

La questione nucleare può interessare proprio il Piemonte in particolar modo, dato che sul territorio regionale sono presenti tre impianti in dismissione: a Saluggia, a Trino e a Bosco Marengo.

Soprattutto lo stabilimento di Trino, intitolato a Enrico Fermi, ha fatto parlare di sé negli ultimi giorni. Lo scorso fine settimana, infatti, è stato riaperto al pubblico per un “Open gate”, organizzato da Sogin, Società gestione impianti nucleari. L’amministratore delegato dell’azienda di Stato, Gian Luca Artizzu, ha detto che “il decreto del Governo sul nuovo nucleare potrebbe dare un futuro al sito di Trino. Ha le caratteristiche adatte per ospitare nuovi reattori ed un data center”.

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