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BiellaPensieri e parole

Una città unita merita risposte

Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto questa settimana eccezionalmente in collaborazione con Gianluca Susta

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La manifestazione di domenica scorsa ha dimostrato che la città è capace di ritrovarsi unita.

C’erano persone di ogni età, associazioni, rappresentanti di forze politiche diverse, cittadini senza alcuna appartenenza, professionisti, commercianti, famiglie. Tutti accomunati dalla convinzione che Biella merita decisioni meditate e rispettose del proprio patrimonio.

Quando succede di vedere una mobilitazione tanto trasversale, chi amministra dovrebbe interrogarsi, non liquidare il dissenso come una contrapposizione di parte.

Il Comune infatti tira dritto sull’idea granitica che il mercato in centro rilancerà il cuore della città. Se l’idea di base è così solida non si comprende perché non vengano date risposte alle tante domande dei cittadini e non vengano forniti dati oggettivi.

Perché i dubbi sono davvero tanti. Ad esempio, un mercato in centro già esiste, quello di piazza Martiri del martedì e venerdì, attualmente con diciotto postazioni, a fronte della settantina disponibili, dimostra che una posizione più centrale non rende le bancarelle più appetibili.

Anche noi anni fa decidemmo di trasferire il mercato, ma in un contesto completamente diverso e secondo una scelta che rispondeva a una precisa strategia urbanistica. La città si stava sviluppando anche verso sud; le nuove arterie di collegamento rendevano quell’area facilmente raggiungibile da tutto il Biellese. L’obiettivo era rafforzare un mercato che non fosse soltanto cittadino, ma provinciale, facilmente accessibile anche a chi arrivava dai comuni limitrofi e trovava parcheggi e viabilità adeguati.

Oggi il ragionamento è opposto. Si vorrebbe riportare quella clientela nel centro storico, dove parcheggi e accessibilità sono inevitabilmente più complessi.

È lecito domandarsi se i clienti abituali cambieranno davvero le proprie abitudini, considerando che siamo sempre in deficit di tempo.

Le ragioni del declino del centro sono molto più complesse. E’ sciocco continuare a incolpare gli Orsi della chiusura di tanti negozi in via Italia; le dinamiche sono slegate, nessuno centro storico può essere annientato da un centro commerciale. Ma l’offerta commerciale deve essere competitiva e oggi spesso non lo è, ma bisogna guardare alle eccellenze del centro, che continuano a prosperare per capire come si fa. Qualità, orari, accoglienza, tipologie commerciali, attrattività fatta di eventi, costi di locazione e di acquisto degli immobili sono elementi da considerare in un mondo in cui la selezione e la concorrenza sono molto cambiati rispetto a 20/30 anni fa. Senza contare l’effetto delle vendite online. Senza un disegno vero, che non sia il semplice smantellamento di ciò che è stato fatto prima o il ritorno al passato che non c’è più non basta!

La mobilitazione civile è l’unico aspetto positivo di questa vicenda, sarebbe un errore gravissimo trasformarla in una competizione tra chi si proclama più ambientalista o più coerente degli altri. Le fughe in avanti, i personalismi, la corsa ad intestarsi la protesta rischiano soltanto di dividerla.

La forza di questa iniziativa è esattamente l’opposto: nessuno pretende di esserne il proprietario. Appartiene ai cittadini.

E proprio per il rispetto che meritano i cittadini, proponiamo un confronto pubblico sul progetto, sulle idee e sulle scelte di questa Amministrazione, che sinora ha minimizzato e ridicolizzato le proteste per avventurarsi in un progetto che non ha alcun fondamento e sembra solo un salto nel buio.

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1 Commento

1 Commento

  1. giacomo

    3 Agosto 2026 at 17:19

    Lo spostamento del mercato cittadino di Biella nell’attuale area di Piazza Falcone (situata proprio a ridosso dello Stadio Alessandro La Marmora-Pozzo) fu deciso e attuato nel 1998 dalla giunta comunale guidata dal sindaco Gianluca SUSTA.

    Il trasferimento dal centro storico (all’epoca distribuito tra Piazza Martiri della Libertà e Piazza Vittorio Veneto) alla nuova area dello stadio suscitò fortissime polemiche e proteste.

    Gli operatori del mercato si opposero duramente per il timore di perdere la clientela storica allontanandosi dalle vie centrali.

    La popolazione era fortemente divisa e scontenta per la collocazione considerata troppo “periferica” e decentrata rispetto alle abitudini di spesa dell’epoca.

    Alla fine la gente si è abituata. PUNTO. Non c’è altro da aggiungere. Ogni eventuale commento é solo fuffa politicizzata.

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