BiellaPensieri e parole
Quel giorno maledetto
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
Calci, pugni e tanto sangue sui gradini dove venne massacrato Augusto Festa Bianchet in una notte di 24 anni fa. Sugli stessi gradini per anni si sono seduti ragazzi con gli zaini in spalla, in attesa del bus del giro scuole e che forse avranno visto la lapide che feci posare nel 2007 per fissare nella memoria collettiva uno dei più crudeli omicidi della nostra storia. «La nostra società deve migliorare la memoria e la consapevolezza come antidoto contro l’indifferenza», questo è un passo di ciò che dissi quel giorno e che oggi suona come un monito disatteso.
Ora quella lapide non si nota più, coperta dalla fuliggine che ha annerito il granito e completamente ignorata nei lavori di rifacimento di Piazza Vittorio Veneto.
Quei gradini, quel marciapiede raccontano una storia di violenza, solitudine e indifferenza che non si deve dimenticare. Non solo. Parlano di una storia malata e opaca, con indagini partite in ritardo e dove la giustizia in parte è mancata. Parlano di una città che sicuramente in campo sociale e nel volontariato primeggia, ma sul clochard di Biella ha sempre fatto spallucce, mal celando disturbo e insofferenza. Senza cura, la memoria si spegne. All’amministrazione Comunale che ancora tarda a intitolare il ponte a Geromel, nonostante l’approvazione in Consiglio, vorremmo proporre ancora una volta, di dedicare un ceppo al ricordo di un uomo indifeso vittima della banalità del male. Intanto, ci portiamo avanti, lanciando come giornale una petizione volta a raccogliere fondi per un’opera da installare nei portici, che ricordi quel giorno maledetto.
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