BiellaPensieri e parole
Oltre la vetrina
Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto
Una settimana fa è stato presentato a palazzo Gromo Losa un film interamente ideato e recitato da ragazzi biellesi. Il titolo è evocativo “Se finissero le parole” e il tema è il disagio in tutte le sue forme, quelle evidenti e anche quelle silenti, più subdole. Il film è stato il risultato di un progetto nato dall’idea di un ragazzo con la voglia di raccontare e dalla Fondazione Marco Falco che lo ha ascoltato, poi poco per volta si sono uniti altri ragazzi, e altri enti, senza dimenticare il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio.
Da alcuni anni il regista Maurizio Pellegrini, nell’ambito del progetto “Contiamo su di noi” coordinato da Manuela Tamietti per l’Associazione Storie di Piazza, realizza cortometraggi con i ragazzi con il duplice obiettivo di educare all’immagine e promuovere il territorio. L’ultima esperienza è stata particolarmente aggregante. Oltre al racconto cinematografico, un aspetto straordinario è stato vivere il gruppo, condividere, trovarsi al Rifugio Rivetti per le riprese, mangiare e trascorrere giornate insieme per un obiettivo comune.
Il disagio, non solo quello giovanile, è alimentato dalla solitudine e dalla difficoltà a parlare con gli altri, che dappertutto, ma specialmente nel Biellese, riguarda tante persone anche meno giovani. I dati sulla cultura, sulla socializzazione certificano una situazione poco rassicurante.
E’ interessante che questi film sia stato prodotto proprio nel Biellese, in cui i punti di aggregazione mancano, gli incentivi per uscire di casa scarseggiano.
“Se finissero le parole” ci spegneremmo tutti ed è bello che proprio dei ragazzi così giovani si rendano conto che se smettessimo di parlarci e di ascoltarci, allora finirebbe anche la speranza.
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.Bruno
8 Dicembre 2025 at 12:16
il disagio e la solitudine nei giovani si vede e anche la violenza , bisogna intervenire a biella come in altre città d Italia , dare a loro parole di democrazia e di essere non apparire, non come a treyu dove si svolge il nulla ma proprio una saga sul nulla solo apparire
Ardmando
9 Dicembre 2025 at 8:36
E ti pareva che il vecchio nostalgico comunista pensionato non avrebbe tirato fuori le sue farneticazioni. Caro, ATREJU (si scrive così, almeno impara a scrivere) è da sempre un successo e la crescente partecipazione anche delle nuove generazioni la dice MOLTO lunga su quali siano le preferenze dell’Italia che conta. Voi al massimo partecipate alle manifestazioni per allungare il weekend, per sostenere hamas, o al circo itinerante dell’associazione malattie mentali & perversioni sessuali. Non senza fare danni, imbrattare, usare violenza contro le Forze dell’Ordine, danneggiare le proprietà private.. E’ sotto gli occhi di tutta l’Italia e non solo la ENORME differenza tra le nostre manifestazioni e le vostre. Voi assemblate qualche criminale e disagiato per fare danni e sostenere cause perse (come quella di hamas), usare violenza fisica e verbale. E non producete ALCUN risultato se non rendervi sempre più detestati dagli italiani e dalle compagnie assicurative che devono ripagare i danni che causate. C’è una Italia che ama la Nazione e i suoi valori secolari e le sue Forze dell’Ordine. E poi ci siete voi, che amate il caos, la violenza, la delinquenza e disprezzate la Legge e l’ordine e soprattutto disprezzate i nostri valori, la nostra cultura, le nostre tradizioni preferendo l’ignoranza dell’invasore islamico. E ricordati che la maggior parte dell’Italia la pensa come noi.
Emerson
9 Dicembre 2025 at 0:43
più che finire le parole, dovrebbero finire gli smartphone, dove milioni di bambini e adolescenti ne sono schiavi, di social, video demenziali, pornografia e violenza gratuita.
Il telefono doveva restare con la spina attaccata al muro.
Il regresso, lo abbiamo con questa tecnologia avanzata, ma mal gestita.
La colpa principale, è dei genitori, che non hanno la capacità e l’interesse di educare un minore, e forse neanche l’intelligenza per poterlo fare.
Ardmando
9 Dicembre 2025 at 8:39
Hai assolutamente ragione. Generazioni di rammolliti lobotomizzati dagli smartphone figli di genitori rammolliti incapaci di crescere i propri figli. Complice una scuola da smidollati che preferisce punire gli insegnanti piuttosto che gli alunni. D’altra parte si vede cosa hanno prodotto: feccia come Ultima Generazione o Extinction Rebellion o chi va dietro a Greta Retardberg.
.Bruno
9 Dicembre 2025 at 11:15
atreyu è una cagata pazzesca , peggiore spettacoli da circo non c e da vantarsi ma da piangersi addosso , rilassati islamismo ha una storia voi no non l avete
Emerson
9 Dicembre 2025 at 11:39
hai ragione , oramai, se uno studente è svogliato e non rende nello studio, i genitori, incolpano i docenti….pur vedendo che i figli, invece di studiare e acculturarsi nella disciplina scolastica, perdono le loro giornate sui smartphone…..roba da matti.