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BiellaPensieri e parole

Il gioco dell’oca fa acqua

Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto

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Chi gestisce l’acqua non svolge una normale attività economica. L’acqua è il bene fondamentale per eccellenza e, in un periodo così siccitoso, sempre più strategico per le comunità. Questa è la base da cui partire per mantenere l’attenzione su quanto sta avvenendo nel nostro territorio; il sistema è infatti fuorviato da un complesso di scatole cinesi che tendono a disorientare l’opinione pubblica.

BCV Acque Spa, nata a maggio di quest’anno dalla fusione di rami d’azienda di quattro soci pubblici, tra cui anche i due Cordar e SII, ha un capitale interamente pubblico di oltre 16 milioni, personale e si parla di circa 60 milioni di incassi annuali, per la gestione degli acquedotti di Biellese, Vercellese e Casalese.

Sulla nuova società, su cui ci eravamo già espressi qualche settimana fa proprio su queste pagine, è intervenuto il TAR Piemonte, a seguito del ricorso presentato da un gruppo privato. Di fatto, il TAR ha annullato l’affidamento trentennale a BCV Acque perché ha ritenuto insufficiente la motivazione con cui era stata scelta la soluzione di gestione “in house”. In particolare, secondo i giudici, non erano stati dimostrati concretamente i vantaggi per cittadini e territorio rispetto alle altre possibilità: investimenti, qualità del servizio, costi per gli utenti, sostenibilità finanziaria e tutela dell’interesse pubblico.

Il TAR, in sostanza, ci ha riportato al punto di partenza e ha messo in luce una grande zona d’ombra.

Non si vuole mettere in contrapposizione le parti perché “pubblico” non significa per forza “conveniente”, così come “privato” non è automaticamente sinonimo di “efficiente”.

I riflettori devono ora rimanere ben puntati sulle prossime mosse.

La politica deve fare un passo indietro e limitarsi alla sua funzione di garante degli interessi del territorio, dando gli indirizzi, ma evitando la proliferazione di cariche amministrative e governative secondo le logiche dei meri interessi degli affiliati di turno. Queste scelte comporterebbero un aggravio dei costi e un peggioramento del servizio. Perseguire il bene comune significherà scegliere il management sulla base delle competenze reali.

Se si vuole confermare ‘in house”, occorre quindi dimostrare che questa soluzione è davvero più conveniente rispetto alle alternative. Se invece si tenterà di optare per una gestione mista, in pratica tentare un compromesso con Ireti (leggi Iren) la società che ha promosso il ricorso al TAR insieme al Comune di Vercelli e che gestisce i servizi : acqua, energia , gas , accettando la presenza di un partner industriale privato, pensando che possa garantire maggiori investimenti ed efficienza o condizioni migliori per gli utenti, anche questa possibilità dovrà essere valutata senza pregiudizi.

Altro scenario temuto dai politici è quella di una procedura competitiva, ovvero una gara europea con la partecipazione dei colossi nel settore delle multiutility. In questo caso bisognerà affrontarla con altrettanta chiarezza, evitando che la gara diventi il modo per consegnare un patrimonio costruito in decenni a un grande operatore esterno, sebbene non è detto che questa strada si riveli un male. Certamente verrebbe spazzato via tutto il sottobosco governativo e amministrativo.

Per questo ci vuole un piano industriale serio, su previsioni tariffarie trasparenti, investimenti, costi, qualità dell’acqua e manutenzione delle reti.

BCV può avere davanti un futuro importante, a condizione che si chiariscano obiettivi (non solo agricoli) e management. Ma quel futuro non può essere deciso soltanto perché la macchina amministrativa è già partita. Soprattutto si vada alla ricerca di manager del settore, se si vogliono sfidare i giganti e dare un servizio agli utenti, ossia: cittadini/contribuenti.

Dovrebbe vincere la scelta che garantisce il servizio migliore, al costo più equo, con gli investimenti necessari e con il massimo controllo pubblico sulle decisioni che riguardano un bene essenziale.

È questa, oggi, la vera partita.

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