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BiellaPensieri e parole

Binari fuori tempo, politica fuori servizio

Ecco “Pensieri e Parole”, la rubrica curata da Vittorio Barazzotto

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«Viaggiare in Italia, viaggiando nel tempo»: questo è il nuovo spot del gruppo FS, che sembra beffardo per lo stato reale delle nostre ferrovie. Per i pendolari biellesi sarebbe già un successo riuscire a viaggiare in orario, perché da noi si viaggia fuori tempo, quando non si resta a piedi. E sulle note di Felicità Lucio Dalla, se potesse ascoltare questa colonna sonora, si rivolterebbe nella tomba.

Nell’ultima settimana, infatti, la situazione è ulteriormente peggiorata. Per raggiungere Novara da Biella i viaggiatori sono costretti per l’ennesima volta ad utilizzare gli autobus sostitutivi, che hanno tempi più lunghi rispetto ai treni, per cui tanti pendolari optano per la via di Santhià per poter intercettare la linea Torino Milano, sempre più disastrata, con ritardi e cancellazione all’ordine del giorno. Insomma, raggiungere Vercelli, Novara, Torino o Milano diventa sempre più difficile, più lungo e incerto. Non è una novità, ma la situazione continua a peggiorare, trasformando ogni spostamento in una prova di pazienza. E non sono soltanto i pendolari a pagarne il prezzo: come ha ricordato il direttore generale dell’Asl, Sano’, anche la sanità risente di collegamenti inadeguati, che rendono più difficile raggiungere Biella per curarsi.

La questione è anche politica. A Biella governa il centrodestra, così come in Piemonte e in Lombardia. E anche al Governo, con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, il colore politico è lo stesso. Dunque, di chi è la responsabilità? Non si può continuare a denunciare l’isolamento del territorio senza chiedersi che cosa stiano facendo le istituzioni che avrebbero il potere di intervenire. Servirebbe una mobilitazione concreta, non il silenzio.

E invece il Comune di Biella si gongola per il nuovo mercato, nonostante le critiche e le perplessità corali. Si celebra un’operazione contestata, mentre su una questione essenziale come il trasporto ferroviario si fatica a sentire una voce altrettanto forte. Eppure, prima di illudersi a come vivacizzare la città, bisognerebbe preoccuparsi di come permettere alle persone di raggiungerla.

Le responsabilità hanno una storia. Se si esclude la stagione dell’amministrazione regionale Chiamparino (2014/2019) il bilancio dei collegamenti ferroviari biellesi racconta un progressivo peggioramento, non certo un percorso di rilancio. Ma proprio per questo oggi non bastano le recriminazioni sul passato: chi governa deve rispondere del presente.

La pubblicità ci invita a viaggiare italiano, ma i pendolari biellesi chiedono soltanto di poter viaggiare normalmente. Quanto alla felicità, quella può aspettare. I treni, invece, dovrebbero arrivare e soprattutto, qualcuno dovrebbe finalmente occuparsene.

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