BiellaPausa Caffè
Siccità imminente o spot pro-diga?
Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana
Credo di non sbagliare dicendo che il giornalista televisivo più emergentista della storia della televisione italiana sia stato Emilio Fede. Nei suoi telegiornali, puntualmente, ogni anno, con l’approssimarsi dell’inverno, scattava l’emergenza freddo con fosche previsioni sulle temperature che sarebbero scese a livello siberiano; con l’avvento della primavera scattava invece l’emergenza caldo, con immagini di anziani disperati con la testa sotto alle fontane e termometri a segnalare temperature da deserto del Gobi. Accadeva sempre, come se non fosse scontato che d’inverno fa freddo e d’estate fa caldo da quando esiste il mondo.
L’immagine di Fede mi è venuta in mente in questi giorni leggendo le notizie sull’imminente siccità che dovrebbe abbattersi, con l’arrivo dell’estate, sul Piemonte e quindi sul Biellese. Per il Biellese ed il Vercellese non è una novità. Si tratta anzi del tormentone di ogni anno, di questi tempi, al di là delle precipitazioni della stagione invernale, al di là della presenza di neve sui monti (magari sino a maggio, come accaduto quest’anno sulle cime biellesi), al di là di tutto. Ma c’è un perché. Ed ha un nome: diga sul torrente Sessera. Se ne parla da anni e ci sono pressioni forti affinchè questo progetto si realizzi.
Sono pronto a scommettere che se il Ministero che ha bloccato l’opera l’autorizzasse domani, dopodomani nel Biellese non si parlerebbe più di siccità. E ciò anche se la costruzione di una diga richiede anni e quindi gli eventuali problemi di siccità dovrebbero perdurare almeno sino al completamento dell’opera. E poi c’è il veto degli ambientalisti. E quindi è necessario agitare lo spauracchio della siccità, creare insomma le condizioni per un’emergenza che preoccupi tutte le comunità biellesi e vercellesi. Magari anche decidendo il razionamento dell’acqua potabile e fissandone limiti ed orari per l’utilizzo.
Non molto diverso il discorso per il Piemonte. Da tempo in Italia c’è chi spinge per il passaggio all’energia nucleare, con centrali che di acqua ne consumano tre milioni di metri cubi al giorno. Ma il problema, ovviamente, è il signor Rossi che lava la Panda. Per non dire poi degli interessi che stanno dietro alla realizzazione di grandi opere come dighe e centrali nucleari; un vortice di sopralluoghi, progettazioni, finanziamenti, appalti, subappalti dal quale uscirne puliti è impresa più che ardua.
Piccole riflessioni, certo. Ma che non trascurerei quando, per l’ennesima volta, ci vengono a parlare di “emergenza siccità”.
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Bb68
18 Giugno 2026 at 17:17
con il cambiamento climatico negato dalla destra voglio vedere come faranno a raffreddare le centrali nucleari, anche se arriveranno tra vent’anni