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BiellaPausa Caffè

Quel S.o.S. della sanità, va oltre l’emergenza

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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Si chiamano LEA, ovvero Livelli Essenziali di Assistenza. Essenziali, cioè irrinunciabili. Essenziali perché al di sotto di quelli non esiste più servizio. Eppure in questi giorni l’Asl di Biella ha annunciato che le risorse disponibili si sono ridotte a tal punto, tanto da non essere attualmente in grado di garantire la continuità dei servizi sanitari previsti dal pubblico servizio.

E’ un fatto di eccezionale gravità che rivela quanto l’utilizzo delle risorse pubbliche, per altro già sottoposte a riduzioni e limature fattesi sempre più stringenti, risenta di una gestione generale che non riesce più a sostenere proprio quei Livelli di Assistenza Essenziali che sono alla base della gestione del servizio pubblico e del cosiddetto welfare, che è poi il sistema che deve garantire la copertura finanziaria di sanità, istruzione, previdenza ed assistenza. E’ un colpo durissimo proprio per quella sanità biellese che più volte in passato si era vista riconoscere una gestione virtuosa delle risorse (ai tempi delle USL si era arrivati addirittura ad avere degli utili di bilancio che la sanità pubblica non dovrebbe avere, se non per reinvestirli immediatamente in servizi).

Ed ancor più è un colpo difficile da accettare per un sistema sanitario come quello biellese, soprattutto ospedaliero, che negli ultimi tempi ed a più riprese ha visto riconoscere alcune sue eccellenze che sono apparse come segnali confortanti e positivi per una gestione sempre più attenta ed avanzata della salute dei biellesi, comunità notoriamente annoverata tra le più anziane d’Italia. Si rischiano di pagare a caro prezzo scelte scellerate (sostegni alla guerra in Ucraina, riarmo voluto dall’Europa, ma assecondato anche dal nostro Paese) che hanno in parte destabilizzato le priorità della finanza pubblica tanto da mettere in discussione anche quei LEA che non garantivano servizi sontuosi, ma quanto meno assicuravano quelli indispensabili. Oggi un italiano su dieci non si cura a causa delle spropositate liste di attesa e dei costi della sanità privata alla quale, molti cittadini, non hanno la possibilità di rivolgersi.

E’ una questione di scelte, ma appare evidente che situazioni simili derivano da scelte sbagliate, a prescindere dal colore di chi sta al governo. La priorità oggi deve essere il ripristino di quei LEA perché senza quelli non esiste più lo stato sociale.

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