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Quei “mostri” solari bloccati dalla Provincia

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica curata da Giorgio Pezzana

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Meno male che la Provincia c’è. E proprio perché c’è, ha detto “no” al mostruoso progetto del parco fotovoltaico che prevedeva la posa di 70mila pannelli nel Brianco, in territorio di Cavaglià. Territori agricoli che avrebbero dovuto essere oggetto di un progetto agrivoltaico, cioè di un intervento che avrebbe dovuto ricoprire 117 ettari di aree coltivate, con la presunta garanzia che le coltivazioni sarebbero state preservate continuando a prosperare sotto ai pannelli.

Ma l’agricoltura ha bisogno di campi aperti, di cielo, di sole e di pioggia, non di luce ed acqua procurati artificialmente. E non mi si parli delle coltivazioni in serra, che rappresentano una minima parte delle aree coltivate e che riguardano solo alcune coltivazioni.

L’agricoltura deve essere tutelata, protetta, salvaguardata perché è l’unico vero patrimonio dell’umanità. Se ogni giorno, più volte al giorno, ci sediamo a tavola, è perchè vi sono terre coltivate, animali allevati, prodotti della terra trasformati in cibo.

I parchi fotovoltaici possono essere realizzati altrove, sui parcheggi, sugli edifici dismessi, in aree non coltivate. Un parcheggio come quello dell’ospedale di Biella potrebbe garantire la realizzazione di un parco fotovoltaico enorme, fermi restando i posti auto attualmente disponibili. Ed altrettanto si potrebbe ipotizzare per i parcheggi dei centri commerciali.

La pervicace ricerca ed individuazione di aree agricole da parte delle società del fotovoltaico fa pensare ad un piano preordinato, un piano più ampio per distruggere l’agricoltura italiana come del resto, le famose “quote latte” di diversi anni or sono e gli accordi del Mercosur, assai più recenti, parrebbero rivelare.

70mila pannelli solari su 117 ettari di terreno agricolo sarebbero serviti per produrre energia per chi? Per usi domestici, che escluderei a priori, o per andare ad alimentare gli enormi database che sottraggono immense quantità di energia ed acqua senza che la gente ne sia almeno informata? Ed a quanta produzione agricola, alla fine, avremmo dovuto rinunciare?

Meno male che la Provincia c’è ed in questo caso c’è stata. Ed a chi dirà che queste sono chiacchiere da bar, rispondo preventivamente: provate ad andare in un bar a spiegare che vi piacerebbero 70mila pannelli solari al posto di un campo coltivato e vedrete l’effetto che fa.

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1 Commento

1 Commento

  1. Bb

    5 Novembre 2026 at 17:05

    ha ragione ci sono tanti altri posti per i pannelli fotovoltaici , ma se la provincia non si sveglia e il governo nemmeno dobbiamo sempre dipendere , e importare energia a costi altissimi da altri paesi

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