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Più ricchi, più poveri. Forse solo diversi…

Ecco “Pausa Caffè”, la rubrica settimanale di Giorgio Pezzana

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Ora è il Nord Ovest a perdere colpi. Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, non sono più le regioni di un tempo. Lo rivela un’indagine di Italia Oggi sulla qualità della vita in Italia. Il problema però è che di queste indagini ve ne sono troppe e spesso in contraddizione tra loro.

Solo pochi mesi or sono Biella risultava essere ai primissimi posti nella graduatoria nazionale per il risparmio, a testimonianza del fatto che nel nostro capoluogo forse arrancheremo a causa di una crisi del settore tessile dalla quale non ci siamo mai ripresi, vi saranno certamente sacche di disagio più o meno evidenti, ma comunque di soldi ve ne sono.

Un’altra indagine, questa redatta dall’Istat, rivela che Biella è il capoluogo più anziano d’Italia, il che lascia intuire che quei risparmi che rendono statisticamente ricco il Biellese, con ogni probabilità sono riconducibili a persone avanti con gli anni, derivano da attività risalenti ai tempi in cui la nostra economia godeva di ottima salute, non vengono rimessi in circolo e quindi non vanno a produrre ricchezza, che rimane quindi ibernata in forzieri e proprietà immobiliari intoccabili. E’ il destino delle aree con la popolazione più anziana, come lo è anche la Liguria che contende ai biellesi il primato per quel che riguarda le percentuali sull’invecchiamento e, per altri versi, lo è la Valle d’Aosta, un po’ passata di moda anche in ambito turistico.

Certamente per quel che riguarda il Piemonte in generale ed il Biellese in particolare, quel che per un certo periodo è venuto a mancare è la diversificazione: Torino faceva auto, Biella faceva tessuti, Ivrea faceva macchine per scrivere e così via e quando queste produzioni sono venute meno, a farne le spese è stata l’intera economia regionale.

Ma gli strumenti per risalire la china ci sono tutti: il comparto turistico e quello enogastronomico in Piemonte stanno diventando sistemi produttivi di notevole impatto; Langhe, Roero, Monferrato ed anche parte del Cuneese, stanno assumendo i tratti di una nuova Toscana; il Biellese non è più capitale del tessile, ma ha mantenuto con successo la lavorazione di filati di pregio e li ha affiancati a realtà in crescita come i birrifici, i caseifici, le acque; sul fronte industriale Novara vanta aziende chimico-farmaceutiche e meccaniche di primissimo piano; Torino mantiene comunque un ruolo importante nell’automotive, oltre ad un patrimonio museale e culturale di rilievo internazionale.

Al di là delle statistiche, che bocciano o premiano a seconda dei chiari di luna, ci sono spazi di rinascita. Ma occorre tempo. E bisogna crederci.

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7 Commenti

1 Commento

  1. .Bruno

    20 Novembre 2025 at 17:18

    con la destra al governo crediamo solo alle frottole che raccontino bugie su bugie niente di niente, finché la gente crede a tutte le loro menzogne non si esce da questa situazione biella è precipitata di 17 posizioni per sicurezza lavoro ecc.

    • Giovanni

      21 Novembre 2025 at 13:17

      Ti puoi sempre consolare, con gli amici, froci e lesbiche, che si dichiarano per non vergognarsi

      • .Bruno

        21 Novembre 2025 at 16:18

        certo tu lo fai

  2. Ettore

    20 Novembre 2025 at 18:26

    Impara l’italiano prima di scrivere, zecca rossa analfabeta. E lascia l’Italia che non sei degno di essere chiamato italiano, così come tutti i tuoi amichetti comunisti falliti. Assieme agli islamici siete il CANCRO di questa Nazione.

  3. .Bruno

    20 Novembre 2025 at 21:08

    impara a stare al mondo armando Ettore che non sei capace scarti della società

    • Ettore

      21 Novembre 2025 at 8:10

      Impara l’italiano prima di scrivere, zecca rossa analfabeta. E lascia l’Italia che non sei degno di essere chiamato italiano, così come tutti i tuoi amichetti comunisti falliti. Assieme agli islamici siete il CANCRO di questa Nazione.

      • .Bruno

        21 Novembre 2025 at 11:56

        il cancro della nazione siete voi ballisti di destra volete fare credere agli italiani cose fasulle in verità non fate nulla siete il nulla

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